Teatro del Lido – Richiesta audizione in commissione: basta rimpalli di responsabilità
“Desidero rivolgere la mia solidarietà ai lavoratori che stanno manifestando al Teatro del Lido di Ostia. Il teatro è chiuso da mesi ed è ora occupato da coloro che per tanti anni ne hanno portato avanti le attività. Le dimostrazioni ‘eclatanti’ di questi giorni hanno lo scopo esclusivo di recuperare visibilità sulla vicenda del teatro e richiamare l’attenzione delle istituzioni”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e sport del Consiglio Regionale del Lazio.
“L’esperienza associativa e autogestita della struttura teatrale di Ostia ha costituito uno dei capitoli più importanti del rilancio culturale e civile del XIII municipio”, prosegue Rodano. “Un’esperienza di cultura ‘dal basso’ verso cui il Comune di Roma sta tenendo un atteggiamento arrogante e omissivo, contravvenendo peraltro a quanto prevede invece il protocollo sui teatri di cintura metropolitana sottoscritto con la Regione Lazio e la Provincia di Roma”.
“Richiedo dunque che i rappresentanti dell’associazione ‘Le sirene’, per anni animatrice delle attività del teatro del Lido, vengano ricevuti in audizione dalla Commissione Cultura, Spettacolo e Sport del Consiglio Regionale”, conclude il consigliere regionale di Italia dei Valori.
“Riguardo al Teatro del Lido, ad impedire l’attuazione del protocollo sui teatri di cintura non sono affatto gli occupanti, bensì i tanti rimpalli di responsabilità verificatisi in questi mesi, in particolare riguardo alla vertenza dei lavoratori coinvolti. In tal senso, ritengo che un impegno più forte nella vertenza da parte del Comune di Roma, che è proprietario del teatro del Lido, garantirebbe il raggiungimento di una soluzione in tempi relativamente brevi”.
“Sui lavoratori e gli operatori culturali che hanno tenuto aperto il teatro in questi anni è essenziale una soluzione condivisa” continua Rodano. “Ricordo infine all’assessore Croppi che da sei mesi il compito e la facoltà istituzionale di far applicare i protocolli e risolvere le vertenze non ricadono più sulla sottoscritta, mentre naturalmente ho il diritto e il dovere di chiedere una soluzione”.



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