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Da Governo ancora nessun rinnovo Tax Shelter e Tax Credit

“Sono pienamente solidale con Cento autori e le altre associazioni che ieri al teatro Eliseo hanno annunciato nuove iniziative di mobilitazione e protesta di tutto il settore audiovisivo in occasione del Festival di Roma”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio “La riduzione inarrestabile della voce ‘cinema’ nel Fondo Unico dello Spettacolo dal vivo” dichiara Rodano “tagliato peraltro progressivamente dalla finanziaria del 2008 fino a quella attualmente in discussione, è del resto una cartina tornasole inequivocabile dell’atteggiamento del centrodestra verso un comparto nevralgico per l’identità culturale italiana e per interi segmenti del nostro sistema produttivo”.

“Anche oggi” prosegue Rodano “il ministro Bondi ha dichiarato che il Governo rinnoverà il tax credit e il tax shelter, ma da Tremonti, del tutto disinteressato al finanziamento della cultura italiana, non è arrivata alcuna conferma. E il mancato rinnovo di queste agevolazioni fiscali rischierebbe di mettere in ginocchio un settore produttivo da 250mila addetti”.

“Da parte del Governo” aggiunge il consigliere regionale dell’IDV “non arriva alcuna rassicurazione nemmeno riguardo alla lotta alla delocalizzazione delle produzioni audiovisive, ovvero il progressivo abbandono delle location italiane da parte di imprese italiane e internazionali: il rischio è di provocare nuova disoccupazione, sia per gli artisti che per altre migliaia di lavoratori, delle maestranze del cinema come dell’indotto”.

“Infine” conclude Rodano “concordo con Cento Autori e le altre associazioni dell’assemblea generale dell’audiovisivo sulla centralità del cinema per la libertà di espressione nel nostro Paese. La posta in gioco è duplice: non solo la competitività di un’eccellenza produttiva del nostro Paese, ma anche la difesa del pluralismo”.

100 autori: è battaglia per lavoro e pluralismo. Polverini riattivi sostegno regionale al cinema

“Sono pienamente solidale con registi, autori, documentaristi e professionisti dell’audiovisivo che ieri sera con l’occupazione della Casa del cinema hanno voluto dare visibilità al malessere e alle difficoltà reali di un settore nevralgico per l’identità culturale e il pluralismo del nostro Paese. La posta in gioco della battaglia di Centoautori non infatti è solo il lavoro di migliaia di addetti delle nostre maestranze, ma anche la sopravvivenza e la competitività di un luogo d’elezione del pluralismo e della libertà di espressione nel nostro Paese quale è appunto il cinema”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio. “Il Governo” continua Rodano “deve fornire al più presto risposte certe e adeguate, a partire dal reintegro del FUS, dal rinnovo del tax shelter e del tax credit e da misure anti-delocalizzione”.

“Al grido di dolore del mondo del cinema possono iniziare a dare prime risposte anche Enti come la Regione Lazio”, aggiunge Rodano “che da sette mesi ha inspiegabilmente bloccato i propri strumenti di sostegno: rivolgo dunque un nuovo appello a Renata Polverini affinché rimetta in moto le procedure di supporto e di finanziamento regionale sul settore cinematografico e audiovisivo”.

Frosinone: Debiti Mirabella impongono la chiusura di 4 ospedali

“Il voto contrario di Italia dei Valori, purtroppo, non è stato sufficiente: la Commissione Sanità del Consiglio Regionale approva a maggioranza il ritorno dello stesso direttore generale della Asl di Frosinone nominato da Storace. Torna dunque Carlo Mirabella, l’amministratore che sulla stessa poltrona, dal 2003 al 2005, ha contribuito pesantemente ad accumulare i debiti che oggi impongono alla provincia di Frosinone la chiusura di quattro ospedali. Torna l’amministratore valutato negativamente dalla Corte dei Conti. E’ il segno inequivocabile che per la maggioranza di Renata Polverini la discontinuità col centrosinistra significa tornare ai manager di Francesco Storace, i manager che hanno causato 10 miliardi di deficit alla sanità pubblica del Lazio”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità.

“La mia contrarietà a questa scelta” dichiara Rodano “non nasce da opinioni pregiudiziali, ma da valutazioni politiche sull’opportunità di riproporre un dirigente di cui la Corte dei Conti ha già valutato negativamente l’operato. Carlo Mirabella è probabilmente un ottimo medico ma, secondo la Corte dei Conti, nel triennio 2003-2005 da direttore generale della Asl di Frosinone si è reso responsabile di ‘non attivare la contabilità economico–patrimoniale’: ovvero, non presentava i bilanci d’esercizio. Sempre secondo la sentenza” prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità “il triennio della sua direzione si caratterizza con ‘un peggioramento del risultato economico del 13,38% e un depauperamento del patrimonio netto del 153,86%’. La Corte dei Conti accusa la direzione della Asl di Frosinone di ‘non aver attuato le indicazioni regionali contenute nella DGR del 18 febbraio 2005, relative al controllo di gestione’ ed ‘accerta che gli aggregati di bilancio 2005, evidenziano perdite di gestione per almeno 89 milioni, un patrimonio netto negativo di almeno 68 milioni e 247 mila euro e debiti per un importo di almeno 641.758.000’. La sentenza passa poi in rassegna il proliferare di consulenze, le spese incontrollate per il personale e i servizi, ed altro ancora”.

“Renata Polverini” conclude il vicepresidente della Commissione Sanità “non può più nascondersi dietro un dito: nella sanità pubblica, come del restoanche in Consiglio Regionale, la sua maggioranza è ostaggio della Destra di Francesco Storace”.

“Nonostante gli annunci di Renata Polverini, non c’è nessuna svolta della sanità pubblica del Lazio: l’appartenenza politica si conferma il parametro principale di valutazione dei curricula dei manager” ha aggiunto Anna Maria Tedeschi, consigliere regionale di Italia dei Valori eletto nella provincia di Frosinone. “Sarebbe molto più fruttuoso” continua Tedeschi “lasciare la politica fuori da queste scelte e sancire criteri oggettivi di selezione dei manager delle Asl: avrebbe dovuto essere questa la svolta, come del resto recitavano gli slogan elettorali della coalizione Polverini”.

RU486 – Il parere di Laziosanità non comprova l’obbligo al ricovero

“Oggi, sulle pagine nazionali di un quotidiano, il Lazio ha la maglia nera delle Regioni italiane per l’adozione della Ru486: nonostante le donne ne facciano richiesta, la pillola non viene ancora somministrata e dai nostri ospedali ne sono state richieste solo quantità esigue”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, vicepresidente della commissione Sanità della Regione Lazio. “Dalla previsione dell’obbligo di ricovero ai continui rinvii sul via libera alla somministrazione negli ospedali della nostra regione” continua Rodano “la giunta Polverini ha messo in atto un boicottaggio che purtroppo, come vediamo, sta facendo effetto. Nell’articolo stesso viene riportata la testimonianza di una ginecologa dell’ospedale San Filippo Neri, la quale dichiara che alle tante donne che chiedono di usare la Ru486 viene consigliato di andare a Bologna. Si configura, con crescente evidenza, una vera e propria interruzione di pubblico servizio, conseguenza di un ostracismo che Renata Polverini ha manifestato sin dai primi giorni del suo mandato, quando annunciò che la Regione avrebbe obbligato a tre giorni di ricovero ospedaliero le donne che avrebbero scelto il farmaco Ru486 quale tecnica abortiva”.

“Il gruppo Italia dei Valori del Consiglio Regionale del Lazio” prosegue Rodano “ha richiesto all’Agenzia ASP-Laziosanità la stima dell’appropriatezza, secondo le modalità APPRO, per la valutazione della utilizzazione dei posti letto del ricovero forzato, nonché una relazione sulla letteratura internazionale riguardo l’uso della pillola RU486: dalla relazione pervenutaci dall’Agenzia di Sanità Pubblica emergono dati molto interessanti”.

“In primo luogo” continua Rodano “i tecnici dell’agenzia di sanità della Regione hanno rilevato che ‘osservando i dati di letteratura internazionale, si evince come nella maggior parte dei casi, sia in Europa che negli Stati Uniti, la procedura non richieda in modo stringente il pernottamento della paziente nella struttura, e come il ricovero sia riservato per lo più alle donne che presentino effetti collaterali importanti o complicazioni del trattamento’: dunque la relazione non avvalora affatto, ed anzi in realtà sconfessa, la decisione della Giunta Polverini sull’obbligo di ricovero ospedaliero di tre giorni, che d’altra parte la governatrice ha assunto in piena contraddizione all’abnorme taglio di posti letto cui sta sottoponendo tutto il territorio del Lazio con il piano ospedaliero di questi giorni”.

“Inoltre” dichiara il vicepresidente della commissione sanità della Regione Lazio “la relazione ASP rende noto che ‘in riferimento al metodo APPRO, utilizzato dalla regione Lazio come strumento di valutazione dell’appropriatezza clinico-organizzativa dei ricoveri ospedalieri in regime ordinario, si precisa che non sussistono per il momento le condizioni per valutare con questo metodo l’appropriatezza di questa tipologia di ricoveri, poiché il DRG corrispondente all’aborto medico (381) non è inserito nella lista dei DRG potenzialmente inappropriati’: sostanzialmente l’Agenzia di Sanità Pubblica non ha ritenuto di poter valutare il ricovero per la Ru486 con lo stesso metodo con cui ha sancito, di recente, l’inappropriatezza di 24 ospedali pubblici. Tuttavia per l’assunzione della RU486 la letteratura internazionale non ritiene necessario il ricovero ospedaliero, che a questo punto dev’essere ritenuto unicamente il frutto dell’accanimento ideologico della coalizione Polverini sulle donne che ricorrono all’Interruzione volontaria di gravidanza”.

“Abbiamo quindi inviato un’interrogazione urgente al Presidente Polverini per sapere se, alla luce della nota inviata dall’Agenzia Laziosanità, non si ritenga di modificare le linee guida assunte dalla Regione Lazio in merito all’utilizzazione della pillola Ru 486 ed in particolare all’obbligatorietà del ricovero per la donna” dice Rodano. “Chiediamo quindi che l’adozione della Ru486 sia messa nuovamente all’ordine del giorno del Consiglio Regionale e la Polverini assuma le valutazioni tecniche elaborate dal principale organo della Regione in materia di sanità”, conclude il vicepresidente della Commissione Sanità.

La maggioranza fugge il confronto e vuole mettere le mani sulla Consulta Femminile

“Olimpia Tarzia continua a ripetere in pubblico di volere sulla sua proposta un confronto di merito, lo stesso che lei e la sua maggioranza hanno negato a più riprese nelle sedi istituzionali. Nella commissione competente del Consiglio Regionale il centrodestra ha proceduto infatti a colpi di maggioranza verso l’esame di una legge incostituzionale e vessatoria per le donne, e si è mostrato sordo ai pareri negativi già espressi da associazioni di donne, da operatori dei consultori e delle Asl, da assessori delle Province, dal Servizio Legislativo del Consiglio Regionale e dalla Consulta Femminile della Regione Lazio. E non a caso, proprio sulla Consulta Femminile Regionale il centrodestra si appresta a intervenire ‘a gamba tesa’: il consigliere Tarzia e il suo collega di lista Maurizio hanno infatti presentato una proposta di legge che prevede di assegnare al Presidente Polverini la nomina diretta del presidente della Consulta Femminile Regionale, e dunque negare questa facoltà alla maggioranza dei due terzi delle rappresentanti, vincolo che attualmente garantisce la rappresentatività della presidenza dell’assemblea”. Lo dichiara in una nota Giulia rodano, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità.

“Da più di trent’anni la Consulta è un forum istituzionale delle associazioni femminili del Lazio, un’assemblea pubblica e libera su cui la politica non ha mai messo le mani” dice Rodano. “Fra le molte cose che ha fatto in questi anni” prosegue il consigliere regionale dell’IDV “c’è anche il parere espresso pochi giorni riguardo alla riforma dei consultori proposta dalla Tarzia, su cui la Consulta ha manifestato forti perplessità di merito e di legittimità complessiva. E ora, non a caso in coincidenza con la discussione di una proposta tanto controversa quanto simbolica per il centrodestra del Lazio, i consiglieri Perazzolo e Tarzia ritengono importante che la Presidente di quest’organo sia espressione della maggioranza di Renata Polverini”.

“Dunque” prosegue Rodano “diversamente da quanto dichiara la Tarzia, per il centrodestra il dissenso espresso in un organo della Regione è sempre una minaccia, e non un’opportunità di confronto. Evidentemente la maggioranza di Renata Polverini vuole uniformare le opinioni degli organi consultivi a quelle della maggioranza, e renderle innocue. Se tuttavia il centrodestra pensa di mettersi al riparo da ogni possibile divergenza di opinione è fuori strada, perché sia in sede di Consulta Regionale che nella grande mobilitazione collettiva contro la legge Tarzia, le donne del Lazio hanno già dimostrato che non si lasceranno imbavagliare”.

“E mi auguro quindi che nessuna consigliera regionale dia il proprio avallo ad un’operazione così illiberale” conclude Giulia Rodano.

Militia Christi, condanna per attacco in Primo Municipio

“Rivolgo la mia piena solidarietà a tutti i consiglieri del Primo Municipio per le gravi minacce che hanno ricevuto dagli esponenti di Militia Christi, e mi auguro che la discussione in corso, che tocca temi delicati come l’aborto, la maternità, la nascita, la famiglia, venga riportata immediatamente ad un clima di rispetto per la libertà di opinione e per le sedi istituzionali deputate a decidere”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità. “Quando si affrontano temi così del genere, occorre evitare ogni ideologizzazione del dibattito ed ogni forzatura fondamentalista” conclude il consigliere regionale di Italia dei Valori.

Sanità: “Nessun ruolo per commissione”

«La commissione Sanità del Consiglio Regionale del Lazio ascolterà i Sindaci delle città coinvolte dal piano ospedaliero solo dopo il 28 ottobre, con il rischio che la discussione del provvedimento sia ormai chiusa: in sostanza, la commissione continuerà a non esercitare alcun ruolo politico, né di consultazione né di mediazione, in una delle più rilevanti riorganizzazioni ospedaliere del nostro territorio dalla nascita del Servizio Sanitario Regionale». Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della commissione Sanità della Regione Lazio. «Questa grave decisione – dichiara Rodano – è stata assunta stamane, con un’approvazione a maggioranza, nell’ufficio di presidenza della Commissione». «Nel ribadire il mio voto contrario – prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità – voglio ricordare che è proprio con decisioni di questo tipo che si alimenta la tensione sociale, si cancella qualunque ipotesi di dialogo istituzionale, e soprattutto si viene meno ai doveri politici e civili che il mandato di consigliere regionale dovrebbe invece comportare per ognuno di noi. Mi spiace molto per i Sindaci, per i lavoratori e per i cittadini che in queste settimane hanno manifestato pubblicamente, talvolta anche con blocchi delle autostrade, per chiedere a Renata Polverini che venisse riconosciuto loro il diritto ad essere ricevuti, ascoltati, consultati, su provvedimenti che riguardano il futuro di ospedali pubblici del loro territorio».

Sanità, Idv presentata mozione su rimodulazione piano

“Il Piano di riordino della rete ospedaliera può ancora cambiare. Il criterio delle 4 macroaree concentra ulteriormente su Roma l’offerta per acuti e impedisce di affrontare il nodo cruciale dello squilibrio dell’assistenza ospedaliera nel territorio regionale. Non è vero che è impossibile tornare sulle decisioni sbagliate sul riordino della rete ospedaliera e sul taglio degli ospedali delle province del Lazio. Solo nell’ultimo decreto il Commissario Polverini si riserva l’assegnazione di ben 337 posti letto per esigenze relative agli accreditamenti dei privati, ai policlinici e agli Irccs, ed assegna ben 240 posti letto per acuti alle cliniche psichiatriche private, in spregio, insieme alla trasparenza delle decisioni, alla equità dei sacrifici e alle leggi che regolano in Italia l’assistenza psichiatrica. Perché queste scelte?Perché rifiutarsi di ridiscutere? Perché poi cancellare l’obiettivo della chiusura del Forlanini a Roma? Sommati tutti i provvedimenti, ci sono almeno 600 posti letto di cui si potrebbe ridiscutere la destinazione. Per discutere di questi aspetti e per verificare la possibilità di riportare nell’aula del Consiglio la sanità, il gruppo dell’Italia dei Valori (Vincenzo Maruccio, Giulia Rodano, Claudio Bucci, Giovanni Colagrossi e Anna Maria Tedeschi) ha presentato una mozione in Consiglio Regionale”.  Lo comunica, in una nota, il gruppo Idv alla Regione Lazio. “La proposta parte dalla considerazione che i decreti recentemente assunti dal Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Lazio – prosegue la nota – aggravano, anziché risolverle, le contraddizioni e i difetti della offerta di servizi sanitari della Regione, e che con le quattro “macro aree” che dividono in modo del tutto arbitrario il territorio della Regione, si concentra ulteriormente su Roma l’offerta per acuti senza dotare, peraltro, la città di  servizi distrettuali e territoriali adeguati, accentuando i rischi di congestione degli ospedali romani. La mozione presentata dell’Idv, inoltre, impegna la giunta regionale a prevedere esplicitamente nel Piano di riordino della rete ospedaliera l’avvio dei nuovi ospedali per acuti del Golfo di Gaeta e dei Castelli, di cui sono già pronti i progetti e le gare di appalto. Nello stesso documento si chiede infine di  aprire con le popolazioni e le comunità locali interessate e con le organizzazioni sindacali  un tavolo di concertazione allo scopo di dare un più giusto e razionale equilibrio all’offerta sanitaria del Lazio, oltre a riferire costantemente alla Commissione sanità e al Consiglio Regionale circa l’attuazione delle proposte”.

Centrosinistra – “Domani in piazza: Polverini si confronti”

Domani i partiti di opposizione in Consiglio regionale del Lazio alle 11 si troveranno per manifestare sotto al ministero dell’Economia, dove questa mattina si e’ aperto il tavolo di verifica del piano di riordino della rete ospedaliera presentato dal commissario ad acta Renata Polverini. Il presidente della Regione Lazio oggi e’ uscita dal tavolo annunciando di aver ottenuto 15 giorni di tempo per confrontarsi con i rappresentanti dei territori e delle categorie. I partiti dell’opposizione le chiedono di andare a riferire anche in Consiglio regionale dell’andamento dei lavori del tavolo. “Questa apertura e’ un po’ quello che avevamo chiesto noi nelle scorse settimane, serve un confronto con i territori e i sindaci, finalmente la Polverini l’ha capito, anche se in ritardo. Ora dialoghi anche con l’opposizione nella sede opportuna: il Consiglio regionale” ha spiegato il capogruppo del Pd alla Pisana Esterino Montino nel corso di una conferenza stampa di tutti i partiti dell’opposizione. “Domani comunque la manifestazione e’ confermata, dara’ un messaggio forte delle reali esigenze della sanita’ regionale – ha proseguito – non parteciperanno solo i partiti ma anche tanti rappresentanti della societa’ civile ed esponenti di giunte comunali e provinciali, sia di destra che di sinistra. Ci aspettiamo molti pullman, 10 solo da Frosinone, sara’ una manifestazione civile e democratica”. Assieme a Montino a presentare l’iniziativa erano presenti esponenti di Sinistra, Ecologia e Liberta’, Idv, Federazione della Sinistra, Lista Bonino-Pannella, Partito Socialista e Verdi. Per Giulia Rodano, consigliere dell’Italia dei Valori “mentre taglia su tutto la Polverini ha trasformato 240 posti letto per acuti alle cliniche psichiatriche private, una cosa proibita dalla legge 180. Sommando questi posti, con i 337 che ha lasciato in stand by e quelli ancora da chiudere al Forlanini si potrebbe ottenere un gruzzolo di oltre 600 posti letto da redistribuire nelle Province”. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, “i 337 posti letto che la Polverini si e’ tenuta saranno usati per far tacere i malumori dei singoli esponenti della maggioranza: si aprira’ un mercato ignobile”. Il capogruppo della Lista Bonino-Pannella, Giuseppe Rossodivita, sottolinea invece: “Avevamo chiesto che il presidente venisse in Consiglio entro il 13 ottobre, e’ stato fatto di tutto per non farcela venire, ci sara’ seduta il 14 e si parlera’ della rava e la fava. Crediamo comunque che diversi ospedali potranno ricorrere contro il piano, perche’ fornisce stime inesatte”.  Fabio Nobile, consigliere della Federazione della Sinistra, lancia invece una provocazione: “Se proseguiremo con questa mancanza di confronto nel merito tanto vale chiudere la Commissione sanita’, e’ solo una spesa tenerla aperta senz afarla lavorare”.

Per il cinema irrinunciabili tax credit e tax shelter

“I rinnovi delle agevolazioni fiscali del tax shelter e del tax credit costituiscono due presupposti irrinunciabili per qualunque azione di rilancio del comparto cinematografico. Le Film Commission e le Regioni, tra le quali in questi ultimi anni ha spiccato senz’altro il Lazio, hanno svolto e svolgono tuttora un ruolo prezioso per il rilancio del settore. Tuttavia ogni sforzo legislativo, economico e logistico diviene vano se il Governo nazionale si ritrae, definanzia il Fus e blocca gli strumenti finanziari di sostegno”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei valori, membro della commissione Cultura Arte e Sport della Regione Lazio. “Il tax shelter e il tax credit non sono due banali regalie della politica al mondo del cinema” prosegue Rodano. “Come ricordato anche oggi dall’Anica, il mancato
introito erariale del credito al cinema viene pienamente bilanciato da un indotto economico esponenzialmente più grande, in grado non solo di consolidare una vocazione culturale ed economica del nostro Paese ma anche di offrire
opportunità concrete di uscita dalla crisi che partono dalle risorse umane e materiali che in Italia esistono e meritano di essere riconosciute”.
“Il cinema italiano è stata e può essere tuttora una fabbrica di sogni” dichiara Rodano “poiché a sostenerlo ci sono realtà ricche e rilevanti, come le migliaia di piccole e medie imprese sparse per il territorio nazionale, presenti peraltro in quantità notevole qui nel Lazio. Mi auguro quindi che, in nome della demagogia dei tagli lineari e miopi, Tremonti e Bossi non strozzino anche questa notevole opportunità di sviluppo che parte dalle risorse intellettuali del nostro Paese”.

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