“C’è davvero da interrogarsi sull’interesse per la cultura della Giunta Polverini. A tre giorni da una mobilitazione storica di tutto il cinema italiano, la Regione infatti ha disertato l’assemblea della Roma & Lazio Film Commission, impedendo che il bilancio annuale potesse essere chiuso e approvato nei termini previsti. E’ un sintomo di indifferenza verso la crisi del cinema che non può passare inosservato, e che purtroppo conferma appieno il blocco delle attività della Regione Lazio nel settore del cinema e dell’audiovisivo”.
Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere rrgionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
“Nella manifestazione di lunedì scorso” aggiunge Rodano “le maestranze avevano chiesto alla Giunta Polverini sia la tempestiva riattivazione degli strumenti di sostegno al cinema già in atto, sia l’apertura di un tavolo istituzionale
sul futuro di Cinecittà. Anche su questo punto, Renata Polverini è in colpevole ritardo: proprio oggi il presidente Abete annuncia un piano industriale che sembrerebbe fondato sulle trasformazioni edilizie degli studi e che non conterrebbe elementi sostanziali di rilancio produttivo delle produzioni audiovisive. Visto che la Giunta regionale non interviene, chiederò alla Presidente della Commissione Cultura di convocare in audizione i vertici di Cinecittà studios e le organizzazioni sindacali”.
“Per quanto riguarda la Film Commission” dichiara Giulia Rodano “presenterò al più presto un’interrogazione urgente per conoscere le motivazioni dell’assenza della Regione all’assemblea dei soci. L’audizione dei vertici della Fondazione
tenuta dieci giorni fa presso la Commissione Cultura del Consiglio Regionale ha dato ottimi riscontri: il Presidente Luca Lo Bianco e la vicepresidente Gabriella Galluzzi hanno esposto gli incoraggianti risultati ottenuti dalla Film Commission nel marketing territoriale, nel sostegno alle produzioni, nella stipula di accordi di coproduzione, nella rappresentanza del Lazio nei festival cinematografici; il tutto in piena trasparenza amministrativa e con una sobrietà di spese certificata”.
“Tutto quello che c’è può anche essere cambiato, purché ciò non significhi bloccare completamente gli strumenti già in corso” conclude Rodano. “Da quel che abbiamo visto negli ultimi otto mesi, per quanto riguarda cinema, beni
culturali e spettacolo dal vivo la Regione Lazio si caratterizza per assenza di iniziative e totale paralisi degli strumenti in atto”.
“La grande partecipazione alla manifestazione tenuta oggi contro la Legge Tarzia è sicuramente una vittoria della libertà e dei diritti delle donne del Lazio, per due ragioni. Innanzitutto, oggi centinaia di donne, di operatori, di
cittadini, di rappresentanti delle associazioni della nostra regione hanno ribadito a gran voce il loro dissenso verso una proposta di legge liberticida e incostituzionale, finalizzata a punire le donne che scelgono l’aborto ed a finanziare strutture private e confessionali, a scapito dei consultori pubblici. Inoltre, siamo molto liete del fatto che il nostro corteo, partecipato e plurale, non abbia raccolto la provocazione irresponsabile del consigliere Tarzia, che ha inopinatamente convocato una contro-manifestazione di venti persone, nello stesso luogo e nella stessa ora”. Lo dichiarano in una nota Giulia Rodano e Annamaria Tedeschi, consigliere regionali di Italia dei Valori, che stamane hanno preso parte alla manifestazione contro la Legge Tarzia indetta presso la Regione Lazio.
“Come Italia dei Valori”, dichiara Cristina Capraro, che ha partecipato all’ iniziativa in qualità di Coordinatrice del Dipartimento Donne IDV della Provincia di Roma “in occasione della Giornata Internazionale delle Donne
abbiamo organizzato dei gazebo di raccolta delle firme in tutta la provincia di Roma: a Monterotondo, Guidonia, Fontenuova, Mentana, Pomezia, Ardea, Cerveteri, Ladispoli, Genzano, Rocca di Papa, Grottaferrata. In questa fase, è
fondamentale informare i cittadini sui rischie l’illegitimità della proposta di legge Tarzia”.
“Tutti hanno diritto di manifestare le proprie idee, ma tentare di incendiare gli animi con le istigazioni e le sfide di piazza non fa onore al nostro ruolo di rappresentanti dei cittadini” aggiungono Giulia Rodano e Anna Maria
Tedeschi. “Abbiamo cercato più volte il confronto col centrodestra in sede di commissione Politiche sociali, ma ben due proposte di legge del centrosinistra in materia di consultori sono state respinte. La coalizione Polverini insiste,
a colpi di maggioranza e di violazioni del regolamento, sul testo della Tarzia, che lo stesso ufficio legislativo del consiglio Regionale ha definito incostituzionale e illegittimo in più punti”.
“Continueremo la nostra battaglia per la libertà ed i diritti delle donne, sia in Consiglio regionale che fuori: la raccolta di firme contro la legge Tarzia ha già superato le ventimila adesioni” concludono le due consigliere regionali di Italia dei Valori.
“La denuncia odierna del Sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai, che sul tg regionale ha lanciato l’allarme sul rischio di chiusura del Parco di Vulci, ci trova pienamente d’accordo. Come abbiamo già segnalato in un’interrogazione urgente e in una mozione, il blocco dei fondi europei del POR assegnati ai Grandi Attrattori Culturali del Lazio, tra cui Vulci, è del tutto ingiustificato”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali IDV Giulia Rodano e Giovanni Loreto Colagrossi.
“Il Parco archeologico di Vulci” continuano Rodano e Colagrossi “è un bene inestimabile per tutta la regione: non deve chiudere. La società Mastarna dev’essere messa in condizione di continuare a garantire la piena fruibilità del sito. Ci uniamo dunque con piena convinzione all’appello di Carai: la Giunta di Renata Polverini risponda al più presto alle richieste che arrivano dai territori”.
“I lavoratori della Mastarna devono poter continuare la loro preziosa opera di valorizzazione e promozione del sito” concludono i consiglieri dell’IDV. “E sarebbe quindi importante che la Regione erogasse al più presto i quasi due milioni di euro di fondi POR destinati al Parco archeologico di Vulci”.
“Per il centrodestra è del tutto ininfluente il parere della Corte dei Conti, che ha sanzionato ben due Direttori Generali tra quelli scelti dalla Polverini, e così oggi la Commissione Sanità ha potuto approvare a maggioranza le nomine dei nuovi dirigenti delle Asl. Noi abbiamo votato contro, perché la Polverini si è rifiutata di fornire spiegazioni sulla natura e sui criteri delle nomine dei direttori generali delle Asl, che ci risultano incomprensibili e fortemente negative”. Lo dichiarano in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità, ed Enzo Foschi, consigliere regionale del Partito Democratico e membro della Commissione. “Le scelte che la Polverini ha effettuato tra i ben 480 candidati idonei ci appaiono infatti discrezionali nel metodo e discutibili nel merito” dichiarano Rodano e Foschi.
“Antonio Paone” proseguono “ha un contenzioso giudiziario aperto con la Asl RMC, la stessa che è stato incaricato di dirigere; Maria Sabia, neo direttore generale della RME, è stata condannata dalla Corte dei Conti per negligenza. La Corte si è espressa molto negativamente anche sull’operato di Carlo Mirabella quale direttore generale della Asl di Frosinone nel triennio 2003 -2005, la stessa che ora è tornato a dirigere con la Giunta Polverini. Quali ragioni possono aver indotto la Giunta Polverini a incaricare costoro di ‘traghettare la sanità fuori dall’emergenza’, come ama dichiarare la Presidente-commissario?”
“Inoltre” aggiungono i due membri della Commissione Sanità “nelle Delibere di nomina approvate dalla Giunta Regionale sono del tutto assenti sia gli obiettivi manageriali da raggiungere, sia la possibilità di una verifica intermedia del loro lavoro, a 18 mesi dalla nomina. Su quali basi la Regione e il Consiglio potranno valutare l’operato dei nuovi manager?
“Questa grave distorsione della vita amministrativa della Regione è una conseguenza inevitabile della lottizzazione partitica del centrodestra, in verità più attento ai voleri della Destra di Storace che a quelli del centro” concludono Rodano e Foschi.
“Nell’audizione tenuta stamane in Consiglio Regionale, la Fondazione Roma & Lazio Film Commission ha esposto gli importanti risultati raggiunti in questi primi quattro anni di attività. Il Presidente Luca Lo Bianco e la vicepresidente Gabriella Galluzzi hanno riferito in Commissione Cultura sugli innovativi strumenti di marketing territoriale che la Fondazione fornisce ai territori del Lazio, nonché sui rilevanti servizi di sostegno alle produzioni avviati dal 2006 ad oggi”. Lo dichiara in una nota Giulia rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
“I rappresentanti della Fondazione” prosegue Rodano “hanno inoltre dimostrato l’estrema sobrietà di spese che sta caratterizzando lo stile amministrativo della Roma & Lazio Film Commission, la quale, senza alcuno spreco di risorse pubbliche, da ben quattro anni rappresenta la nostra regione nei festival cinematografici internazionali, stipula accordi di coproduzione con analoghe strutture straniere, sia europee che extraeuropee, e sostiene decine e decine di produzioni nella loro attività nel Lazio”.
“Nel corso dell’audizione” aggiunge Rodano “è emersa altresì l’importanza dell’insieme di strumenti messi in atto nella Regione negli ultimi cinque anni per il sostegno alle produzioni cinematografiche, attraverso le società regionali, come ad esempio Filas, e oggi purtroppo fermi da marzo”.
“L’approvazione di una legge quadro regionale sul cinema potrebbe completare l’azione avviata e sperimentata nel corso degli anni precedenti e naturalmente anche rafforzare l’eccellente attività che Film Commission sta svolgendo per il sostegno al lavoro delle produzioni audiovisive nel nostro territorio” dichiara Rodano. “Tuttavia” conclude il consigliere regionale di Italia dei Valori “l’attesa della legge, più volte annunciata dalla Giunta e ancora non presentata, non può provocare il blocco senza ragione degli strumenti che sono in atto: lo stallo arreca infatti un serio danno al settore dell’audiovisivo, e aggiunge la colpevole latitanza della Regione a quella, altrettanto colpevole, del Governo”.
“La serrata dei musei indetta da Federculture e Anci è un’iniziativa seria, motivata, rilevante. E dopo le adesioni della Conferenza Regioni e dell’Unione Province Italiane, l’assenza della Regione Lazio all’assemblea dell’Ara Pacis non può passare inosservata, e rappresenta anzi l’ennesimo sintomo di debolezza del settore Cultura nell’agenda di Renata Polverini. Come Italia dei Valori presenteremo in Consiglio Regionale una mozione che impegni la Giunta del Lazio ad aderire alle iniziative di Federculture e Anci sui tagli e a sollecitare la partecipazione anche di tutti i Comuni membri delle reti regionali di Musei Biblioteche e Archivi: la mobilitazione per il ritiro della Legge 122/2010, infatti, proseguirà. E in questo contesto di evidente scarsità di risorse per tutto il comparto culturale, sarebbe senz’altro opportuno che la Regione Lazio sbloccasse al più presto i fondi POR assegnati ai Grandi Attrattori Culturali del Lazio e ricostituisse altrettanto rapidamente il nucleo di valutazione dei finanziamenti al cinema ex L.R.2/85: si tratterebbe di due atti che consentirebbero la messa in cantiere di decine di progetti sui beni culturali e l’audiovisivo della nostra regione”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, intervenuta stamane all’assemblea indetta da Federculture e Anci all’Auditorium dell’Ara Pacis.
“Attraverso il combinato disposto dei tagli e delle disposizioni restrittive della legge 122/2010” continua Rodano “il Governo Berlusconi ha messo in ginocchio tutta la cultura italiana. Dai beni archeologici alla musica lirica, dal cinema al teatro, nessuno si salva dalla logica primitiva secondo cui ‘la cultura non si mangia’: le ripetute e documentate denunce di Federculture e Anci dimostrano infatti che l’episodio di Pompei è solo la punta di un iceberg che coinvolge in pari misura tutto il Patrimonio e i servizi culturali del nostro Paese”.
“Peraltro”, aggiunge la consigliera IDV, membro della Commissione Cultura Spettacolo e Sport della Regione Lazio “la politica miope e arruffona dei ministri Tremonti e Bondi non è solo dannosa ma anche suscettibile di rilievi di legittimità, poiché lede le competenze delle istituzioni locali e in sostanza le priva delle risorse e dell’autonomia necessarie a far fronte ai propri compiti istituzionali.
“E’ anche per la sopravvivenza del patrimonio culturale del nostro Paese che dobbiamo augurarci che a questo Governo sia staccata la spina al più presto possibile”, conclude Giulia Roda
“La Corte dei Conti ha avviato un’indagine sull’appalto dell’ospedale dei Castelli romani: l’attuale blocco dei lavori potrebbe infatti causare all’erario un danno di 12 milioni di euro”. Lo dichiarano in una nota congiunta Giulia Rodano, consigliere regionale Italia dei Valori e vicepresidente della commissione Sanità della Regione Lazio, ed Enzo Foschi, consigliere regionale del Partito Democratico e membro della commissione.
“In caso di mancato proseguimento dei lavori”, dichiarano i due consiglieri regionali “l’Asl RM/H, stazione appaltante, potrebbe essere costretta a pagare una penale all’azienda vincitrice. L’area di costruzione è stata individuata da tempo e la progettazione è in stato avanzato: dunque la ragione del blocco è puramente politica, e questo non può che suscitare lo sconcerto e la disapprovazione di chi ha a cuore l’efficienza del nostro sistema sanitario. Il fatto è emerso stamattina durante l’audizione dei Sindaci della macroarea 2 Commissione Sanità e rappresenta sicuramente un campanello d’allarme che la Regione Lazio non può sottovalutare. Quindi accogliamo e sosteniamo pienamente la sollecitazione del Sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli: la costruzione del nuovo ospedale dei Castelli Romani è un atto di continuità amministrativa necessario e non sostituibile. Nel piano di riordino di Renata Polverini il nuovo policlinico è solo citato ma non c’è nessuna dotazione di posti letto. Tuttavia, è noto che nell’hinterland dei castelli romani vivono infatti 530mila cittadini, che l’assistenza ospedaliera è frammentata in piccoli nosocomi con pochi posti letto per acuzie e pochissime strutture per la rianimazione, che la logica delle 4 macroaree di Renata Polverini impoverirà ancora di più la rete ospedaliera, e quindi il nuovo ospedale serve davvero”.
“Dalle altre considerazioni recepite dalla Commissione nell’audizione di oggi” continuano poi Rodano e Foschi “abbiamo poi ricevuto ulteriori conferme sull’inadeguatezza e l’incongruenza del riordino ospedaliero di Renata Polverini. L’ospedale di Ariccia svolge un’attività molto preziosa nello screening e nella chirurgia dei tumori al seno e non avrebbe senso rinunciarvi; l’ospedale di Rocca Priora nel piano viene definito addirittura fatiscente e i tecnici della Regione hanno invece avuto modo di verificare che non è così. Altri errori grossolani, che rafforzano le nostre convinzioni circa la natura puramente cartacea e astratta del piano Polverini”.
“Finché non verrà fatta chiarezza sui tempi della costruzione del nuovo ospedale, sarebbe utile non intervenire sulle strutture sanitarie dei Castelli Romani” concludono i due membri della Commissione Sanità.
“Gli asili comunali sono determinanti per la vivibilità di un territorio. Ed è gravissimo che il Sindaco Alemanno, sedicente difensore della famiglia, annunci la sostanziale privatizzazione di questo servizio, peraltro con risorse pubbliche”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “Forse Alemanno non sa che gli asili convenzionati costano meno al Comune perché le tariffe sono più alte, la qualità spesso è più bassa, e la gestione delle strutture è affidata a lavoratori e lavoratrici precari e malpagati. Il fatto che Alemanno ritenga che il Comune di Roma possa rinunciare al suo ruolo di gestione diretta del servizio la dice lunga sulla sua concezione della difesa della famiglia”.
“In Regione” conclude Rodano “ci batteremo affinché i Comuni del Lazio ricevano finanziamenti specifici sugli asili comunali e venga garantita la gestione diretta di un servizio pubblico così delicato e importante”.
“Mi dispiace per il Sindaco Alemanno, ma in ambito di erogazione dei sostegni pubblici i cittadini possono essere distinti solo per reddito non per stato civile”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “Capisco la nostalgia di Alemanno per lo Stato Etico di Mussolini” dichiara Rodano “ma in questo Paese è in vigore una Costituzione che all’articolo 3 assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Dunque per lo Stato non può essere affatto rilevante se un cittadino sia sposato, eterosessuale, o omosessuale, bensì unicamente se sia ricco o povero”.
“Infine”, conclude il consigliere regionale dell’IDV “è spiacevole cogliere nelle parole del Sindaco della Capitale d’Italia un’arretratezza civile e culturale che purtroppo non fa onore né alla carica che ricopre né alla città: secondo Alemanno, non possono essere considerati una famiglia due cittadini che vivono insieme ma non sono sposati, e magari hanno anche figli e genitori anziani a carico?” .
“Sono contenta che l’assessore Santini manifesti la propria vicinanza ad Anci e Federculture per la mobilitazione di venerdì. Peccato che questo atto di solidarietà giunga a soli tre mesi da un assestamento di bilancio in cui la giunta Polverini ha tagliato i fondi regionali alle strutture museali e rinviato al 2011 i due terzi del contributo ordinario al teatro dell’Opera. Se realmente vuole sostenere le realtà culturali della nostra regione, l’assessore Santini passi agli atti concreti, a partire dallo sblocco dei 35 milioni di euro del POR destinati ai beni culturali, e dalla ricostituzione del nucleo di valutazione dei progetti cinematografici per i finanziamenti ex L.R.2/85. Altrimenti ha ragione il consigliere Montino: l’assessore deve dimettersi”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della commissione Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio.
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