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CTO, “Polverini procede in attuazione burocratica e miope del piano”

“La denuncia odierna del presidente dell’XI municipio Catarci conferma appieno timori che abbiamo espresso da tempo e ribadito anche ieri. La Presidente Polverini sta procedendo in un’attuazione burocratica e miope del suo riordino ospedaliero: le sue promesse di ‘chiusure graduali e concordate con i territori’ sono già svanite”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di ITalia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità. “La chiusura del pronto soccorso del CTO priva dell’unica struttura pubblica d’emergenza un municipio storico della Capitale” dichiara Rodano “un’area caratterizzata peraltro da un’altissima densità di popolazione. E da oggi, per gli abitanti di Garbatella, qual è l’alternativa? Quale pronto soccorso è stato debitamente potenziato, o almeno allertato, per accogliere le urgenze dell’XI municipio? Quali ospedali prenderanno in carico i pazienti che sino ad oggi erano ricoverati presso i reparti di osservazione e Medicina Generale? Questo non è dato saperlo. Nè il municipio nè la popolazione interessata sono state preventivamente informate. E purtroppo le prime vittime di questa applicazione pedissequa e autoritaria della riorganizzazione ospedaliera saranno proprio i cittadini dell’XI municipio”.

“Alla ripresa dei lavori”, conclude Rodano “chiederò che la Presidente Polverini riferisca in Consiglio Regionale e in Commissione Sanità sulla tempistica delle chiusure, sulle attività di informazione che la Regione dovrà intraprendere presso le popolazioni coinvolte dal piano di rientro, e soprattutto sugli esiti della rimodulazione del piano, per la quale sono a disposizione almeno 600 posti letto da redistribuire sul territorio regionale” conclude la vicepresidente della Commissione Sanità.

Precari Sanità: stabilizzazione avviata da anni e resa difficile dal governo Berlusconi

“La proroga dei contratti a tempo determinato allontana, fino a maggio, lo spettro dell’interruzione di servizi essenziali della sanità pubblica: è un risultato importante delle confederazioni sindacali del Lazio, che si stanno battendo per superare la precarietà e consolidare le garanzie contrattuali dei lavoratori precari del nostro sistema sanitario. La Regione ha intrapreso da anni un percorso di stabilizzazione dei precari della sanità, operazione necessaria ma resa particolarmente difficile dal governo Berlusconi, che blocca il turn over e in tal modo impedisce le stabilizzazioni e le assunzioni. Per i lavoratori questo percorso è però un riconoscimento fondamentale della loro professionalità e del loro apporto al sistema sanitario pubblico e per gli utenti è una garanzia di poter continuare a fruire di servizi essenziali del welfare regionale”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione sanità della Regione Lazio.

“Ora occorre vigilare sul futuro” prosegue Rodano “affinché a partire da maggio 2011 le stabilizzazioni definitive promesse oggi da Renata Polverini siano effettivamente realizzate. E resta aperto il problema dei lavoratori con contratti co.co.co. e co.co.pro: ci auguriamo che si giunga ad una soluzione altrettanto significativa anche per queste figure contrattuali, che nelle strutture sanitarie svolgono spesso funzioni molto rilevanti. Tuttavia, al centro del tavolo di confronto con i sindacati ci sono anche i tempi di applicazione della riorganizzazione ospedaliera, in particolare rispetto alle chiusure dei pronti soccorsi interessati dal piano di riordino. Il commissario Polverini aveva garantito che il riordino sarebbe stato realizzato in modo graduale e concertato con i territori, ma si susseguono notizie di chiusure unilaterali ed intempestive di strutture delle Asl e degli Ospedali coinvolti nel piano: il tutto senza un’offerta preventiva di alternative e senza un’informazione adeguata delle popolazioni interessate”.

“Renata Polverini” aggiunge Rodano “si era impegnata anche a correggere e rivedere la disponibilità di posti letto, questione di cui al momento non si sa più nulla”.

“Chiederò quindi che la Presidente Polverini riferisca in Commissione Sanità sui tempi di attuazione delle chiusure annunciate nei territori e sulle attività di informazione delle popolazioni coinvolte dal piano di rientro, nonché sulla rimodulazione del piano” conclude la vicepresidente della Commissione Sanità.

Il centrodestra approva un bilancio deludente

“Dopo giorni di liti interne, il centrodestra ha consegnato ai cittadini del lazio un bilancio veramente deludente. Le scelte sulla cultura sono da questo punto di vista del tutto esemplari: una delle vocazioni principali del nostro territorio, viene relegata in un ruolo del tutto marginale. La promozione delle attività culturali e di spettacolo, già tartassata dai tagli nazionali,  subisce una riduzione del 25% e solo grazie all’impegno delle opposizioni si è evitato un taglio di oltre il 40%. Per non parlare del cinema: si annunciano riforme e leggi quadro, ma in bilancio non c’è un euro per finanziare i nuovi promessi interventi. L’unica cosa che si è fatta è stata tagliare la filmcommission, struttura ormai presente in tutte le Regioni. Ma di fatto oggi, mentre aspettiamo il nuovo carrozzone regionale sul cinema annunciato dalla Polverini, ricco di poltrone, ma privo di risorse,  la Regione Lazio ha uno strumento in meno per aiutare il cinema. E mentre si tagliano le risorse per i musei e le biblioteche dei comuni, solo grazie all’impegno delle opposizioni e a quello degli uffici regionali si sono limitati i danni sui teatri: buona parte dei finanziamenti FAS sulle strutture culturali, per fortuna, sono stati confermati. Vigileremo che quanti hanno meritatamete ottenuto con procedure trasparenti i contributi della Regione per i teatri, non siano penalizzati. La nebbia avvolge ancora la politica sui beni culturali e sui finanziamenti per le eccellenze artistiche e archeologiche della Regione. La giunta ha annunciato di voler riprogrammare i fondi europei che erano dedicati a questo scopo, attraverso l’individuazione degli attrattori culturali. Cosa vuole proporci al loro posto? quale sviluppo pensa di offrire alla regione e alle sue imprese? Si vuole ancora puntare sul solo mattone, sul consumo del territorio, senza esaltare quelle particolarità esclusive del Laizo, che a detta di tutti, rappresentano una delle sue maggiori opportunità? il bilancio indebolisce anche le politiche di sostegno al prodotto culturale, come dimostra la politica del cinema, tuttora paralizzata e l’indebolimento delle misure a favore della piccola e media editoria. L’ ingresso della Regione Lazio nel Maxxi, che l’assessore Cetica ha celebrato nella sua relazione finale, è poco più che un atto dovuto. Insomma, un bilancio senza speranza e senza fiducia nelle risorse dei nostri territori, più impegnato a demolire il passato, che  a costruire il futuro.

Per la prevenzione dei tumori occorrono risorse e personale, non spot

“Nel Lazio, una donna su tre non viene sottoposta allo screening tumorale: per migliorare la prevenzione occorrerebbero però risorse, personale, monitoraggio degli strumenti, non lo spot natalizio che dura un paio di settimane”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “Secondo i dati dell’Agenzia di Sanità Pubblica” dichiara Rodano “nel 2009 solo il 72,3% delle cittadine del Lazio si è effettivamente sottoposta al pap test e solo il 69,3% ha realmente effettuato lo screening per il tumore alla mammella. Quindi, attualmente, una donna su tre non viene raggiunta dal servizio sanitario. Questo tema e questi dati esigerebbero dunque ben altro che uno spot natalizio: la prevenzione dei tumori è un diritto, non una gentile concessione della Presidente e Commissario straordinaria alla Sanità”.

“Dovrebbero essere incentivate le pratiche già avviate e già presenti nei Livelli Essenziali di Assistenza”, prosegue la vicepresidente della Commissione Sanità “attraverso il controllo degli esiti dei programmi realizzati nelle Asl e le sanzioni per le strutture che non rispettano gli standard. Lo screening e i test di prevenzione per i tumori alla mammella e al collo dell’utero fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, quindi sono prestazioni dovute e altamente consigliate, non servizi opzionali. Allo screening occorrono le risorse e il personale che il blocco delle assunzioni e i tagli lineari in sanità, sanciti recentemente anche dalla Polverini, hanno finora impedito”.

“Di certo questa campagna mediatica aiuta solo la notorietà della Presidente e non consente di raggiungere il terzo di donne della regione che attualmente non si sottopone allo screening tumorale” conclude Giulia Rodano.

Milleproroghe conferma che per il centrodestra la cultura è un lusso

“Il mancato reintegro del Fus e la rinuncia ad affrontare l’emergenza di Pompei dimostrano che nel centrodestra il consumo di cultura continua ad essere considerato un  lusso e non un diritto”. Lo dichiara Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.

“Il decreto milleproroghe è l’ennesima occasione persa per il sostegno pubblico alla cultura e lo spettacolo dal vivo” dichiara Rodano. “Dopo il giallo del sovrapprezzo di un euro sul biglietto del cinema, prima previsto e poi smentito, apprendiamo che il taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo è pienamente confermato ed il piano di assunzioni per Pompei è definitivamente saltato”.

“Aver impedito che il biglietto d’ingresso al cinema arrivi a 8,50 è senz’altro un risultato”, aggiunge il consigliere dell’IDV “ma certo la convalida per soli sei mesi del sostegno pubblico al cinema non può farci gioire: quali imprese cinematografiche lavorano e rischiano su un tempo così breve? Esistevano infatti valide alternative per rifinanziare in modo strutturale il tax shelter e il tax credit. L’imposta di scopo che propone Italia dei Valori consentirebbe ad esempio di confermare queste misure attraverso lo sfruttamento dei diritti cinematografici nella televisione e nella telefonia: in tal modo il finanziamento pubblico del cinema verrebbe equamente distribuito sulle spalle larghe delle major che veicolano il prodotto audiovisivo in tv o sui telefonini, e non sui cittadini”.

Bilancio regionale: la Polverini cancella il rimborso IVA ai produttori Cinema

“Nella sessione di bilancio, le reali intenzioni del centrodestra su cinema e audiovisivo assumono finalmente forma compiuta. Intanto si blocca e si taglia, cancellando strumenti importanti. E’ il caso della restituzione anticipata dell’Iva ai produttori stranieri: una misura che la precedente amministrazione aveva messo in campo per promuovere le location del Lazio ed alimentare l’indotto dell’audiovisivo, e che questo bilancio azzera completamente”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.

“Al di là delle dichiarazioni d’intento” dichiara Rodano “nel comparto culturale la politica di questa Giunta si sta quindi caratterizzando per il blocco totale delle risorse e delle attività. Al punto che sui beni culturali assistiamo ad un irragionevole spostamento di risorse dalla valorizzazione del patrimonio alla promozione della moda: come se una sfilata potesse essere messa sullo stesso piano di percorso turistico sui siti di Vulci e Villa Adriana”.

“Ieri sera”, dichiara in conclusione Rodano “nella sua replica finale l’assessore Cetica ha dichiarato al Consiglio di riconoscere un valore importante a molti progetti della Regione sui Grandi Attrattori Culturali: sarei molto soddisfatta se alle dichiarazioni di principio seguissero anche fatti concreti, a partire dalla conferma dei 35 milioni di euro assegnati al patrimonio culturale nel POR 2007-2013”.

Bilancio, Idv presenta emendamenti su accreditamenti privati, ticket e attrattori culturali

“Il bilancio regionale che stiamo discutendo in queste ore è profondamente deludente. I tagli lineari privano i nostri territori di qualunque indirizzo politico e li sottopongono ad un abbandono progressivo da parte dell’ente Regione. Su cultura, sanità, sociale, abbiamo quindi presentato alcuni emendamenti che potrebbero correggere la rotta in modo determinante e su cui quindi ci aspettiamo dalla Giunta risposte ben precise”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia de Valori,

“In primis, le procedure di accreditamento per le strutture sanitarie private” dichiara Rodano. “Abbiamo chiesto che il bilancio della Regione Lazio predisponga un sistema di sanzioni determinato, certo, efficace ed agevolmente applicabile”.

“Questa misura” continua Rodano “contribuirebbe ad assicurare alla Regione qualche entrata in più per sanzioni, ma soprattutto eliminerebbe dispersioni di denaro pubblico per comportamenti inappropriati, opportunistici, e addirittura truffaldini. Le sanzioni per gli accreditamenti sarebbero utili anche per la tenuta complessiva delle casse della regione. La Giunta infatti continua a bluffare sull’entità del recupero dell’esenzione da ticket, che probabilmente non potrà ammontare a 60 milioni. E abbiamo presentato un emendamento che consentirebbe espressamente di recuperare queste risorse”.

“Infine”, conclude Rodano “come opposizione abbiamo presentato sui Grandi Attrattori Culturali un emendamento per garantire ai Comuni l’erogazione dei contributi FESR assegnati quest’anno con una procedura di gara pubblica, trasparente e partecipata: la ricontrattazione del Piano Operativo Regionale rischia di bloccare questi fondi comunitari per almeno 18 mesi. Ma i nostri territori non possono permettersi di aspettare oltre, la crisi impone alla Regione risposte rapide: nel caso dei Grandi Attrattori Culturali, basta rispettare i risultati del bando pubblico chiuso a marzo di quest’anno”.

Audiovisivo: da Polverini nuovo ente carrozzone

“La tanto attesa panacea per l’audiovisivo della Giunta Polverini è un nuovo carrozzone, un ente che privatizza la politica sul cinema ed annulla ogni criterio oggettivo di erogazione dei contributi”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.

“Il nuovo ente regionale previsto dalla legge in approvazione oggi in Giunta è solo un’operazione di potere: non ne sono definite né le finalità, né i beneficiari” dichiara Rodano. “Secondo quali criteri e quali procedure gli operatori dell’audiovisivo potranno pensare di avere diritto ad un contributo della Regione? Quali sono le associazioni, le imprese, i professionisti cui si rivolge la nuova normativa? Quali sono gli strumenti a disposizione degli operatori per accedere al sostegno della Regione? Queste cose la legge deliberata oggi non le dice. Non ci sono neppure i piani triennali di settore, che avrebbero dato alla Regione Lazio e al Consiglio Regionale un potere di indirizzo; né c’è alcuna previsione riguardo alla promozione della creatività e dei nuovi linguaggi cinematografici. D’ora in poi, anno per anno, l’assegnazione delle risorse destinate al cinema rischia di essere subordinata unicamente all’arbitrio opaco di burocrati nominati dal centrodestra: il sostegno della Regione al cinema perde la terzietà che è propria delle politiche pubbliche.”.

“Dopo mesi di annunci” continua Rodano “la Giunta Polverini propone dunque al cinema del Lazio una macchina mangiasoldi, che per mantenersi dovrà consumare le stesse risorse che oggi sono destinate alle imprese dell’audiovisivo. La Giunta di centrodestra crea un nuovo carrozzone pubblico, con tanto di Presidente, di Consiglio di Amministrazione, di Collegio dei Revisori, Direttore Generale e personale dipendente; una mega-holding autorizzata ad auto-nominare i propri controllori ed addirittura a creare altre società regionali, naturalmente a carico dei contribuenti del Lazio. Quali sarebbero i 45 posti di dirigenti e CdA tagliati dalla nuova legge? Quelli della Fondazione Rossellini, che hanno lavorato ad un evento annuale e non si sono mai occupati di cinema? Peraltro l’assessore Santini ne ha promesso il reinserimento nel nuovo ente. Né ci risulta che la Regione abbia sciolto Filas e Unionfidi, strumenti regionali che negli ultimi anni hanno lavorato sul sostegno al cinema”.

“Se veramente si voleva razionalizzare il sostegno della Regione all’audiovisivo”, sostiene il consigliere regionale dell’IdV “ben altra efficienza e sobrietà avrebbe avuto lo sportello unico delle imprese che Italia dei Valori aveva proposto nel testo di legge depositato in Consiglio sette mesi fa. I tempi di attivazione di questo carrozzone rischiano di essere lunghissimi. Nel bilancio che la Giunta Polverini ha proposto in questi giorni al Consiglio Regionale, le risorse di spesa corrente per finanziare questa legge non ci sono, né per il 2011 né per gli anni successivi. Sul cinema, la Giunta ha stanziato solo risorse in conto capitale. Se poi consideriamo che l’iter di approvazione definitiva della legge richiederà mesi, e che tra stesure dello Statuto e del regolamento interno l’entrata in funzione dell’ente può esigere anche ulteriori 180 giorni, la politica regionale sul cinema rischia di subire uno stallo di un anno: il cinema e l’audiovisivo del Lazio non possono permetterselo”.

“In Consiglio Regionale sono state presentate anche altre proposte, anche da parte della stessa maggioranza: mi auguro dunque che in commissione Cultura il testo possa essere modificato e migliorato, con i contributi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, e grazie all’ascolto dei soggetti coinvolti. Nel frattempo” conclude Rodano “sarebbe senz’altro utile che la Regione riattivi gli strumenti di sostegno al cinema che ha già a disposizione, che peraltro continuano a essere previsti dalla legge”.

Polverini taglia cultura per finanziare “Donna sotto le Stelle”

“La Giunta Polverini taglia la cultura per finanziare la moda. Dal 2011 una quota rilevante dei fondi regionali destinati ad attività e servizi culturali verranno dirottati, per legge, su ‘Donna sotto le stelle’, grande evento a uso e consumo delle case di moda e dei media commerciali. Di giorno in giorno, nella commissione Bilancio del Consiglio prende forma una finanziaria regionale priva di programmazione e di politiche di sviluppo, ed asservita unicamente agli interessi forti legati al centrodestra”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.

“A quanto si apprende dall’esame in corso in commissione Bilancio” dichiara Rodano “dal prossimo esercizio lo stanziamento di 1,5 milioni di euro sulla  promozione culturale dovrà infatti finanziare un grande appuntamento di moda. Con gli stessi fondi, per cinque anni la Giunta di centrosinistra aveva finanziato le officine culturali, il circuito regionale di spettacoli dal vivo, i bandi emanati dalle Province: con gli stessi fondi, per cinque anni avevamo irrigato tutto il territorio regionale di opportunità di fruizione della cultura e dello spettacolo dal vivo”.

“La Regione Lazio toglie risorse agli artisti, alle compagnie, agli organizzatori culturali, ai musei e alle biblioteche, per darle alle griffe internazionali” conclude il consigliere regionale di Italia dei Valori. “Dopo questa scoperta, i tagli miopi e sconsiderati alla cultura assumono connotati davvero grotteschi”.

Santa Lucia: La Polverini promette ma non mantiene

“Chiediamo a Renata Polverini l’apertura di un tavolo istituzionale sul futuro del polo di eccellenza del Santa Lucia perché diversamente, dal 31 dicembre, la struttura dovrà procedere, come da indicazioni della AslRmC, alla disattivazione di 146 posti letto”. Lo richiedono in una nota i consiglieri regionali Esterino Montino e Tonino
D’Annibale (Pd), Giulia Rodano e Anna Maria Tedeschi (Idv), Ivano Peduzzi (FdS) e Rodolfo Gigli (Udc) che oggi hanno
ricevuto in consiglio Regionale una delegazione degli operatori e dei pazienti del Santa Lucia che stamane hanno manifestato contro i tagli previsti dal decreto commissariale 80.
“Al momento i 146 letti sono occupati da altrettanti pazienti che fruiscono della professionalità e dell’assistenza di un polo di eccellenza della nostra regione” dichiarano i consiglieri regionali Giulia Rodano ed Esterino Montino. “La logica di tagli lineari e indiscriminati sta rischiando di affossare tutto il sistema sanitario del Lazio e la vicenda del Santa Lucia è uno degli esempi più significativi del pericoloso scenario che si va delineando da qui a febbraio, mese in cui il riordino
ospedaliero dovrebbe essere ormai un fatto compiuto. La disattivazione di questi posti letto rischia di mettere in ginocchio una delle strutture d’eccellenza della Regione Lazio, di annullare il suo potenziale di ricerca, di annullare la
mobilità attiva che produce il S. Lucia. Il 20% dei ricoveri dell’Irccs infatti proviene da fuori regione. Ci sono le
condizioni perchè questo patrimonio non venga ridimensionato e umiliato. Crediamo si debba intervenire subito aprendo un tavolo di confronto che, senza uscire dai paletti previsti dal piano di rientro, crei le condizioni per salvare il S. Lucia. D’altra parte la stessa presidente durante la sua campagna elettorale, in questo senso, aveva fornito specifiche rassicurazioni”.

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