“La tanto attesa panacea per l’audiovisivo della Giunta Polverini è un nuovo carrozzone, un ente che privatizza la politica sul cinema ed annulla ogni criterio oggettivo di erogazione dei contributi”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
“Il nuovo ente regionale previsto dalla legge in approvazione oggi in Giunta è solo un’operazione di potere: non ne sono definite né le finalità, né i beneficiari” dichiara Rodano. “Secondo quali criteri e quali procedure gli operatori dell’audiovisivo potranno pensare di avere diritto ad un contributo della Regione? Quali sono le associazioni, le imprese, i professionisti cui si rivolge la nuova normativa? Quali sono gli strumenti a disposizione degli operatori per accedere al sostegno della Regione? Queste cose la legge deliberata oggi non le dice. Non ci sono neppure i piani triennali di settore, che avrebbero dato alla Regione Lazio e al Consiglio Regionale un potere di indirizzo; né c’è alcuna previsione riguardo alla promozione della creatività e dei nuovi linguaggi cinematografici. D’ora in poi, anno per anno, l’assegnazione delle risorse destinate al cinema rischia di essere subordinata unicamente all’arbitrio opaco di burocrati nominati dal centrodestra: il sostegno della Regione al cinema perde la terzietà che è propria delle politiche pubbliche.”.
“Dopo mesi di annunci” continua Rodano “la Giunta Polverini propone dunque al cinema del Lazio una macchina mangiasoldi, che per mantenersi dovrà consumare le stesse risorse che oggi sono destinate alle imprese dell’audiovisivo. La Giunta di centrodestra crea un nuovo carrozzone pubblico, con tanto di Presidente, di Consiglio di Amministrazione, di Collegio dei Revisori, Direttore Generale e personale dipendente; una mega-holding autorizzata ad auto-nominare i propri controllori ed addirittura a creare altre società regionali, naturalmente a carico dei contribuenti del Lazio. Quali sarebbero i 45 posti di dirigenti e CdA tagliati dalla nuova legge? Quelli della Fondazione Rossellini, che hanno lavorato ad un evento annuale e non si sono mai occupati di cinema? Peraltro l’assessore Santini ne ha promesso il reinserimento nel nuovo ente. Né ci risulta che la Regione abbia sciolto Filas e Unionfidi, strumenti regionali che negli ultimi anni hanno lavorato sul sostegno al cinema”.
“Se veramente si voleva razionalizzare il sostegno della Regione all’audiovisivo”, sostiene il consigliere regionale dell’IdV “ben altra efficienza e sobrietà avrebbe avuto lo sportello unico delle imprese che Italia dei Valori aveva proposto nel testo di legge depositato in Consiglio sette mesi fa. I tempi di attivazione di questo carrozzone rischiano di essere lunghissimi. Nel bilancio che la Giunta Polverini ha proposto in questi giorni al Consiglio Regionale, le risorse di spesa corrente per finanziare questa legge non ci sono, né per il 2011 né per gli anni successivi. Sul cinema, la Giunta ha stanziato solo risorse in conto capitale. Se poi consideriamo che l’iter di approvazione definitiva della legge richiederà mesi, e che tra stesure dello Statuto e del regolamento interno l’entrata in funzione dell’ente può esigere anche ulteriori 180 giorni, la politica regionale sul cinema rischia di subire uno stallo di un anno: il cinema e l’audiovisivo del Lazio non possono permetterselo”.
“In Consiglio Regionale sono state presentate anche altre proposte, anche da parte della stessa maggioranza: mi auguro dunque che in commissione Cultura il testo possa essere modificato e migliorato, con i contributi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, e grazie all’ascolto dei soggetti coinvolti. Nel frattempo” conclude Rodano “sarebbe senz’altro utile che la Regione riattivi gli strumenti di sostegno al cinema che ha già a disposizione, che peraltro continuano a essere previsti dalla legge”.
Commenti recenti