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Idv incontra operatori Croce Rossa saliti sul tetto

Il capogruppo e segretario regionale di Italia dei Valori Vincenzo Maruccio e Giulia Rodano, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, hanno incontrato gli operatori della Croce Rossa che oggi sono saliti sul tetto
per protestare contro la chiusura della sede della Croce Rossa Italiana di via del Porto fluviale e il trasferimento obbligato dei suoi lavoratori.
“Questo  trasferimento incauto e improvviso – dichiarano in una nota i due esponenti dell’Italia dei Valori –  che dovrebbe essere operativo già domani, comporterà la ricollocazione di queste risorse in altre regioni italiane: si
tratta di lavoratori delle officine e di autisti delle ambulanze, che lavorano in convenzione con l’Ares 118 in venti postazioni, di cui otto totalmente a carico della Croce Rossa: in un contesto di attuazione del piano di riordino
ospedaliero e di riduzioni di servizi e prestazioni, la rete di emergenza del Lazio perde dunque otto postazioni ed unità di personale competenti ed preparate. La sanità del Lazio non può permetterselo, quindi Italia dei Valori
sosterrà nelle sedi istituzionali tutte le iniziative di protesta di questi lavoratori”.

“Questa vicenda rappresenta un nuovo, grave pericolo di indebolimento della rete d’emergenza del Lazio, già vessata dalle chiusure dei pronti soccorso e da tagli drastici ai servizi e alle prestazioni – proseguono Maruccio e Rodano -
Il gruppo Italia dei Valori presenterà in merito un’interrogazione urgente chiedendo alla Regione Lazio, al Governo e al commissario straordinario della CRI Francesco Rocca, l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che blocchi il trasferimento e scongiuri questo ennesimo impoverimento del nostro sistema sanitario”.

Fondi POR cultura: da consiglio parziale sostegno a sopravvivenza investimento sugli attrattori

“L’investimento di 35 milioni di euro di fondi europei sui Grandi Attrattori Culturali del Lazio ha ottenuto stamane dal Consiglio Regionale un primo, parziale sostegno per la sua sopravvivenza. Con il voto unanime di maggioranza e opposizione, il Consiglio infatti ha ottenuto che l’intervento di 35 milioni di euro sui beni culturali previsto dal POR 2007/2013 (e che ora la Giunta Polverini vorrebbe revocare) sia nuovamente oggetto di discussione nella Commissione Bilancio e che l’assessore Stefano Cetica spieghi perché l’esecutivo regionale vuol tagliare queste risorse”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
“La delibera con cui venerdì scorso la Giunta Polverini ha disposto la revoca di questo investimento ha infatti incontrato l’aperto dissenso nel centrosinistra e più di qualche perplessità anche nelle file del centrodestra” dichiara Rodano. “Il Consiglio, compresi autorevoli esponenti del centrodestra, rivendica dunque le proprie prerogative nell’iter politico-amministrativo sulla destinazione dei fondi POR e col voto di oggi mantiene aperta la possibilità di
difendere i diritti acquisiti da imprese, enti locali, università, sovrintendenze, che tra il marzo 2009 e il gennaio 2010 hanno preso parte ad un bando della Regione, si sono aggiudicati risorse pubbliche con una procedura partecipata e trasparente ed ora sono pronte a far partire cantieri e progetti nelle nostre cinque province”. “Attendiamo l’intervento dell’assessore Cetica in Commissione” aggiunge Rodano “e ricordiamo che in ogni caso su questo investimento di 35 milioni di euro del POR resta all’ordine del giorno del Consiglio Regionale una mozione firmata anche da capigruppo ed esponenti autorevoli del centrodestra”.
“Avremo dunque l’occasione di verificare se i consiglieri di centrodestra oggi abbiano semplicemente preso tempo o se invece c’è una reale intenzione di difendere questo investimento, che invece la Giunta Polverini vorrebbe revocare
senza consultare la propria maggioranza e con l’aperta contrarietà di Sindaci e amministratori che fanno capo anche al centrodestra”

Sanità: senza il rinnovo dei precari il welfare del Lazio rischia il collasso

“La posta in gioco del rinnovo dei contratti co.co.co. e co.co.pro. della sanità pubblica è il mantenimento dei Livelli essenziali di Assistenza: senza questi lavoratori, il welfare laziale rischia il collasso definitivo. Si tratta infatti di lavoratori che svolgono funzioni rilevantissime nei reparti ospedali, nei Pronti soccorsi, nei laboratori e nelle strutture amministrative delle Asl: se entro il 31 gennaio Renata Polverini non proroga questi contratti, l’inadempienza della Regione Lazio e il piano di rientro esporrebbero i cittadini ad un disagio senza precedenti”. Lo diahciara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità.
“In queste settimane”, prosegue Rodano “i tagli e le riduzioni del riordino di Renata Polverini stanno già mettendo a durissima prova il nostro Servizio Sanitario Regionale: la capacità del nostro sistema di reggere l’urto di una riorganizzazione così drastica, la garanzia di poter continuare ad erogare prestazioni efficaci anche all’indomani di questo piano, restano tutte da verificare. La conferma e la stabilizzazione delle centinaia di lavoratori precari delle strutture delle Asl e degli ospedali è dunque un passaggio indispensabile per garantire la sopravvivenza stessa del sistema”.
“Le opposizioni hanno chiesto al Presidente Abruzzese la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario sulla sanità, che potrà senz’altro offrire la sede anche per un confronto pubblico sui temi del blocco delle assunzioni e della stabilizzazione dei precari delle Asl del Lazio” conclude Rodano.

Ospedale dei Castelli nuova vittima dell’amministrazione Polverini

“L’ospedale dei Castelli potrebbe essere la nuova vittima della rimozione sistematica degli atti di centrosinistra cui Renata Polverini e molti suoi assessori hanno dedicato i primi mesi di governo. Evidentemente al centrodestra
sfugge che la continuità amministrativa comporta benefici per tutto il territorio, poiché le imprese possono contare sul fatto che, al di là dell’avvicendarsi della Giunta regionale, l’aggiudicazione di un appalto comporta l’acquisizione di un diritto ad eseguire i lavori ed essere regolarmente retribuiti. Al centrodestra poi sfugge anche che un bando pubblico comporta degli obblighi: non a caso alcuni mesi fa il sindaco Cianfanelli annunciò in commissione Sanità che l’ospedale era oggetto di indagini da parte della Corte dei Conti”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di
Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.
“Mi auguro che non siano i cittadini del Lazio a dover pagare il conto delle scelte dissennate della Giunta Polverini: nel caso dell’Ospedale dei Castelli siamo infatti di fronte al rischio di veri e propri danni erariali” conclude la vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “Per non parlare del fatto che gli utenti dell’hinterland romano verrebbero privati di un presidio ospedaliero pubblico necessario e determinante”.

Il Metropolitan non deve chiudere, mozione in consiglio per convocare un tavolo istituzionale

“Il cinema Metropolitan non deve chiudere e non può essere abbandonato alla speculazione dei privati. E’ uno dei cinema più antichi di Roma, e grazie ad una programmazione d’autore, altamente indipendente, ha contribuito in modo
decisivo a formare intere generazioni di cinefili della Capitale. Aderiamo quindi alla mobilitazione cittadina con una mozione consiliare per impegnare la Giunta Polverini a convocare un tavolo istituzionale per la salvaguardia delle
finalità culturali dei locali della struttura”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri Giulia Rodano e Claudio Bucci di Italia dei Valori, Ivano Peduzzi della Federazione della Sinistra e Luigi Nieri di Sinistra Ecologia e Libertà.
“Per tutelare la destinazione d’uso del Metropolitan presso la nuova proprietà dei locali” dichiarano i consiglieri regionali “la Regione Lazio, il Comune di Roma e la Provincia di Roma avrebbero la possibilità non solo di esercitare una moral suasion basata su ragioni fondate di opportunità e pubblico interesse ma anche di far valere precise disposizioni normative vigenti: sulla destinazione d’uso dei cinema storici esiste una delibera del Consiglio Comunale di Roma, la 168/1995, recepita anche dalla Regione Lazio con D.G.R. 5455/98, nelle quali viene sancito che una quota della cubatura dei locali adibiti a sale cinematografiche, soprattutto se situate nel centro storico, resti destinata ad
esplicite finalità culturali. Negli ultimi anni, tra Piazza del Popolo e Piazza Venezia ben quattro sale hanno spento i proiettori: l’Étoile, il Majestic, il Capranica e il Capranichetta, con la conseguenza inevitabile di un impoverimento dell’offerta culturale del centro storico di Roma”.
“Il Metropolitan è una delle ultime sale a proiettare pellicole in lingua originale e con sottotitoli per i non udenti ed è quindi un vero e proprio patrimonio per le migliaia gli appassionati di cinema della Capitale” concludono i consiglieri Idv, Fds e Sel. “La difesa comune delle istituzioni costituirebbe una tutela del pluralismo e dell’indipendenza della produzione culturale”.

Il centrosinistra dice no alla cancellazione dei fondi sugli attrattori culturali

“La Giunta Polverini ha deciso di ignorare completamente il Consiglio Regionale e con una delibera illegittima, scorretta sul piano politico e dannosa per i territori, oggi ha revocato lo stanziamento di 35 milioni di euro sui beni culturali del Lazio previsto dal POR 2007 – 2013. Nelle giornate convulse della discussione sul bilancio preventivo era stato deciso che sull’ assegnazione finale dei 35 milioni di euro del POR destinati ai beni culturali sarebbe stato il Consiglio Regionale ad avere l’ultima parola, votando una mozione che è già all’ordine del giorno. Ma con questa delibera la Giunta Polverini cerca di mettere la sua maggioranza di fronte al fatto compiuto”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali Giulia Rodano (Italia dei Valori), Enzo Foschi (Pd), Ivano Peduzzi (Fds), Luigi Nieri (Sel), Giuseppe Rossodivita (Radicali), Angelo Bonelli (Verdi). “Dunque a nulla sono valsi i rilievi del rapporto Eurispes sulla centralità del patrimonio culturale nell’economia del Lazio” dichiarano i consiglieri. “Il primo atto politico della Giunta Polverini per la valorizzazione delle eccellenze culturali delle province è l’annullamento di un programma di finanziamento destinato a sessantuno progetti cantierabili e pronti a partire sulle ville di Tivoli, su Vulci e sulle necropoli etrusche, sulle vie del sacro nel reatino, sulle città poligonali del frusinate e sull’abbazia di Fossanova. Dietro le dichiarazioni di intento sul rilancio del turismo e i Grandi eventi culturali, ecco il vero volto del centrodestra di Renata Polverini, che al pari di Tremonti, Bossi e Berlusconi ritiene che i beni culturali non possano produrre ricchezza”. “Va detto innanzitutto che la delibera, presumibilmente, è illegittima” continuano i consiglieri “priva di motivazioni che non siano connesse unicamente con la mera volontà della nuova Giunta, con buona pace della continuità amministrativa: la Giunta Polverini infatti ha annullato un procedimento di assegnazione dei fondi ma ha saltato un passaggio amministrativo fondamentale, e cioè la necessità di negoziazione preventiva con i beneficiari dei progetti improvvisamente cancellati”. “Questo atto della Giunta” proseguono i consiglieri regionali “vanifica un anno e mezzo di lavoro di amministratori pubblici di tutti i territori, di dirigenti e funzionari della Regione Lazio, di rappresentanti di enti locali, di Sovrintendenze, di imprese, di università e di tutti i soggetti che a vario titolo nel 2009-2010 avevano partecipato alla procedura pubblica di assegnazione dei fondi, dal market testing alla graduatoria finale. I fondi ora restano nell’asse del POR titolato ‘Ambiente’, ma non è dato sapere come verranno utilizzati. E a questo punto, visti i dubbi sulla validità della delibera, è lecito chiedersi se la Giunta Polverini sia realmente in grado di convogliare i fondi su un altro settore. O se, molto più semplicemente, la Regione perde almeno un anno di tempo per poter spendere risorse essenziali in un momento di crisi, o peggio rischi di perdere  definitivamente 35 milioni di euro di fondi comunitari che le spettavano e tante opportunità di crescita per i propri territori”.

“Noi facciamo ancora una volta appello ai consiglieri regionali delle province e a tutti i firmatari della mozione affinché in Consiglio Regionale si possa indurre la Giunta a rinunciare a un proposito tanto dannoso quanto incomprensibile contro un programma di sviluppo e valorizzazione del Lazio che parte dai nostri beni culturali, che tutti dicono essere oggi un settore decisivo per il prossimo sviluppo dei nostri territori” concludono Rodano, Foschi, Peduzzi, Nieri, Rossodivita e Bonelli.

Da Mandarelli gestione intollerabile della Commissione Sanità

“Centinaia di pazienti in barella perché mancano i posti letto, decine di ambulanze bloccate, pronti soccorsi congestionati: purtroppo era tutto molto prevedibile, visto che quest’anno all’emergenza stagionale si accompagna l’impatto di un piano che chiude pronti soccorso, riduce posti letto, taglia interi ospedali in tutto il Lazio. Ciò che stupisce ed indigna è la risposta che a questa emergenza sta dando il consigliere regionale Alessandra Mandarelli, Presidente della Commissione Sanità, ovvero il principale organo di rappresentanza elettiva chiamato ad occuparsi di ospedali e salute nella nostra regione: la Commissione Sanità non discute della riorganizzazione ospedaliera da quasi due mesi e si riunisce solo per ratificare le nomine di Renata Polverini, senza alcun confronto di merito”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità.

“La seduta di stamane è stata surreale” prosegue Rodano “il Presidente Mandarelli l’ha aperta e chiusa in una manciata di secondi: il tempo di leggere l’unico punto all’ordine del giorno, contare le mani alzate e la seduta è chiusa. Al Consigliere Rocco Berardo, che è entrato mentre la seduta era ancora aperta, è stato impedito di intervenire e di votare. La Mandarelli presiede la Commissione Sanità applicando un fiscalismo pretestuoso e a senso unico: alle 11 e mezzo, orario di convocazione della seduta, l’aula era vuota. Siamo costretti a confrontarci con una gestione intollerabile della Commissione: l’atteggiamento della Presidente Mandarelli impedisce il confronto democratico tra maggioranza e opposizione, sopprime la stessa vocazione istituzionale della Commissione e soprattutto viola i regolamenti del Consiglio Regionale. Chiediamo l’intervento del Presidente del Consiglio Regionale Mario Abruzzese per richiamare l’ufficio di Presidenza della Commissione Sanità al rispetto dei regolamenti e dei diritti dell’opposizione”.

“L’amara verità” conclude Rodano “è che per avere un confronto pubblico sul piano di riordino ospedaliero l’opposizione è stata costretta a chiedere un Consiglio Regionale straordinario sulla sanità”.

IDV Lazio sostiene il comitato per la cultura, a partire dal decreto Milleproroghe

“L’Italia dei Valori del Lazio saluta con interesse la nascita del ‘Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo’, costituito stamane con un’assemblea tra le associazioni di settore. Ne sosterremo le proposte in tutte le sedi istituzionali, a partire dalla ricostituzione del Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo e dai rinnovi degli incentivi tax-shelter e tax-credit, i quali possono ancora essere inseriti nel decreto milleproproghe in sede di conversione in legge”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.

“In questo momento” dichiara Rodano “i settori produttivi della creatività e della conoscenza sono oggetto di un attacco inaudito, che peraltro nella nostra regione passa per vari fronti: oltre a quelli dello Stato ci sono anche tagli pesanti alla cultura e allo spettacolo dal vivo da parte della Regione Lazio e del Comune di Roma. Il decreto legge milleproproghe e le scelte di bilancio delle Giunte Alemanno e Polverini hanno confermato pienamente il disinteresse, se non l’accanimento, del centrodestra verso settori rilevanti per la nostra economia e vitali per la nostra società”.

“A questo crescente disimpegno nel comparto culturale” continua il consigliere regionale “si accompagna poi la riforma dell’università approvata recentemente, che penalizza ancora una volta il finanziamento pubblico della ricerca e premia gli istituti accademici privati. Sono segnali di una minaccia ancora più profonda, che riguarda da vicino tutto il Paese. Il centrodestra della corruzione irridente di Berlusconi, dell’egoismo federalista di Bossi, della macelleria sociale di Tremonti, vuole sottoporre gli italiani ad un appiattimento dell’intelletto: di cultura non si mangia, ci è stato detto, perché evidentemente chi governa questo Paese vuole svuotare le teste dei cittadini e impedir loro di ragionare e di accedere alla conoscenza”.

“L’attacco alla cultura, all’università e al mondo dell’informazione” conclude Rodano “chiama in causa funzioni vitali della nostra democrazia: pluralismo delle idee, libertà di opinione, il diritto all’istruzione, la tutela del nostro patrimonio culturale. In questa battaglia sui principi e le scelte della nostra società, Italia dei Valori è al fianco di tutte le associazioni aderenti al Comitato costituito stamane e sarà al loro fianco in tutte iniziative di sensibilizzazione e di protesta”.

Adesione ad iniziativa Eliseo

“Aderisco all’iniziativa indetta oggi pomeriggio al Teatro Eliseo per contestare i tagli alla cultura e programmare nuove iniziative di protesta e di sensibilizzazione”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio. “I tagli lineari e il crescente disimpegno del Governo di centrodestra” continua Rodano “hanno costretto un intero comparto produttivo del nostro Paese ad una mobilitazione pressoché permanente: dalle maestranze dello spettacolo dal vivo alle professioni dell’editoria, dal mondo della ricerca ai lavoratori del settore Beni Culturali, esiste un fronte ormai vastissimo di lavoratori della conoscenza e della creatività che hanno messo in rete le loro proposte e stanno ponendo questioni che la politica e le istituzioni non possono più eludere: Italia dei Valori è al fianco di questi lavoratori”.

“Per un Paese come l’Italia” conclude il consigliere regionale IDV “l’uscita dalla crisi economica mondiale passa per il confronto pubblico con queste realtà produttive ed un programma di rilancio delle attività culturali e della valorizzazione del patrimonio artistico. Le recenti scelte della Regione Lazio e del Comune di Roma vanno purtroppo nella direzione diametralmente opposta”.

Interrogazione urgente su campagna “Mi state a cuore”

“Renata Polverini ha annunciato che dal 28 febbraio i camper ambulatorio della Regione Lazio torneranno in strada per una nuova campagna dedicata agli over 50. Dunque, mentre nel silenzio della Regione e della sua presidente continuano le chiusure dei servizi sanitari pubblici, la Polverini non comunica quali servizi alternativi verranno messi in campo e si limita a far uscire i camper nei mercati rionali, con il rischio di illudere i cittadini con servizi che per quanto ben fatti restano occasionali e saltuari. Considerando inoltre che quasi la metà delle risorse impegnate per l’iniziativa delle vacanze di Natale sono state finalizzate alla comunicazione del grande cuore della Polverini, è difficile sfuggire alla sensazione che i camper servano più alla presidente della Regione che non ai suoi cittadini. Siccome la salute dei cittadini e anche l’uso delle loro tasse non stanno a cuore solo alla Polverini, ho presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Governatrice alcune spiegazioni in merito ai costi e alle spese complessive della campagna ‘Mi state a cuore’”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità. “La spesa complessiva della Regione Lazio per la campagna ‘Mi state a cuore’ è stata di 265.837,2 euro” dichiara Rodano. “Il 42% di questo importo è stato speso per mere finalità di comunicazione che naturalmente, oltre a promuovere l’iniziativa, riportano in grande evidenza il nome della Presidente Renata Polverini. Per le affissioni e gli altri mezzi di comunicazione sono stati spesi 108.694,8 euro, 7.142,4 euro per 2 hostess, mentre per stampare opuscoli informativi sui servizi, peraltro nella quantità esigua di cinquemila pezzi, sono stati investiti 7.000 euro. Nel frattempo, nemmeno un euro è stato speso per informare i cittadini del Lazio della chiusura di ospedali e pronti soccorso, né è all’ordine del giorno un rafforzamento delle pratiche di prevenzione e screening già presenti nelle Asl del Lazio”.

“E’ anche strano, o forse no, visto che i senza fissa dimora e gli immigrati spesso non fanno simpatia” continua il consigliere regionale IDV “che in sede di discussione del bilancio regionale sia stato respinto un emendamento dell’IDV teso a finanziare l’attività che il Prof. Morrone e i suoi volontari svolgono regolarmente presso il San Gallicano, aiutando ogni giorno migliaia di cittadini delle fasce più deboli della nostra società, e quindi in quel caso la Polverini e la sua Giunta abbiano perso occasione di intervenire in modo strutturale. I fondi per la comunicazione, però, si trovano sempre, naturalmente con il nome della Presidente in primissimo piano su tutto il materiale”.

“Penso che occorra chiedersi se queste spese di comunicazione verranno confermate anche in questa seconda fase della campagna e almeno se non sia ritenuta opportuna rimuovere il nome della presidente dai materiali di comunicazione di queste campagne” aggiunge Rodano. “E’ infatti inaccettabile che fondi pubblici della Regione siano utilizzati per realizzare una campagna caratterizzata da una spiccata personalizzazione della Presidente”, conclude la vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.

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