Per la Gelmini aver distrutto la scuola è un vanto
“Nell’istituto comprensivo ‘Manzi’ di Roma mancano le sedie e i banchi e per poter far sedere i suoi alunni la dirigente scolastica è costretta a lanciare oggi un appello al Comune. Ma per il ministro Mariastella Gelmini aver distrutto la scuola è diventato un motivo di vanto. Nell’intervista rilasciata oggi al quotidiano ‘La Stampa’, rivendica infatti punto per punto la catastrofe descritta dal rapporto Ocse, mettendo insieme dati che non hanno relazione tra loro e mistificando una realtà di disagi reali, oggettivi, che docenti e studenti vivono quotidianamente”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori. “Non ci dice il ministro che gli insegnanti di sostegno, negli altri paesi europei, non sono conteggiati nel calcolo del rapporto tra insegnanti ed alunni”, dichiara Rodano “né ci dice che le immissioni in ruolo non coprono neppure il turnover e che ancora migliaia di insegnanti sono precari o sono costretti a dividersi ormai tra sedi e scuole diverse. Non ci dice che insegnanti di ruolo perdono posto perché sono state ridotte le classi e le ore di lezione e che questi stessi docenti sono ricollocati forzosamente in insegnamenti per i quali hanno minori competenze. E, in una cascata verso il demerito, sostituiscono colleghi magari più idonei ma purtroppo ancora precari. Non ci dice che, mentre diminuiscono gli iscritti alle scuole, aumentano le classi numerose, con 27, 28, 30 allievi. Non ci dice che nella manovra che sta approvando il governo è previsto un ulteriore taglio al ministero, che potrebbe superare i 200 milioni, e che questo taglio influirà sulla sicurezza, sulla pulizia, sugli arredi delle scuole, sulle loro disponibilità. Non ci dice che sono state ridotte le risorse a disposizione delle scuole per le loro attività”.
“Se ancora, nelle classifiche internazionali la scuola italiana ha un posto è perché ancora sono sopravvissute alla scure di Tremonti, condizioni e qualità eredità del passato, come il maggior tempo di lezione di cui si usufruisce in Italia” continua il responsabile nazione Istruzione dell’IDV. “Insomma, il ministro non ci dice che la scuola italiana sta verticalmente perdendo di qualità, che abbiamo meno laureati e diplomati degli altri paesi e che i nostri laureati hanno meno prospettive dei loro coetanei stranieri. Quanto al fatto che i contributi delle famiglie siano per attività particolari e non per la gestione ordinaria, basta leggere le cronache dei giornali e ascoltare le voci dei dirigenti scolastici e delle famiglie, per scoprire la risposta alla mistificazione della ministra berlusconiana”.
“Se questo significa che l’hanno scolastico è partito regolarmente, allora il vero problema è proprio il ministro Gelmini” prosegue Rodano. “A un ministro si chiederebbe almeno la consapevolezza dei problemi. Le sue dichiarazioni di oggi ci dicono purtroppo che la Gelmini è contenta se la scuola si privatizza, si indebolisce, perde di qualità. Perché ciò che conta è tagliare risorse e magari aprire spazi al privato”.
“L’anno scolastico è partito regolarmente grazie al senso di responsabilità di presidi, personale e docenti” dichiara in conclusione Rodano. “Quando la Gelmini dichiara che non bisogna alimentare l’illusione di poter tornare alla scuola di prima, insulta tutti coloro che credono che l’istruzione pubblica debba essere il principale veicolo di promozione sociale del nostro Paese e chiedono al Governo un modello di qualità, non la sudditanza alle esigenze di bilancio del blocco sociale rappresentato da Bossi e Tremonti”.



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