“Stamane, in sede di Commissione Sanità, ho tenuto la relazione di presentazione della mia proposta di legge regionale sulla continuità assistenziale: lo scopo della normativa è sancire il diritto del paziente alla ‘presa in carico’ da parte del sistema sanitario, rafforzando l’efficacia dei percorsi di assistenza e diminuendo il ricorso ai ricoveri. L’articolato individua il responsabile della presa in carico tra le figure mediche già esistenti nel sistema e mira ad introdurre procedure di assistenza in grado di sostenere il paziente in tutto il suo percorso di cura”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dell’IdV Giulia Rodano, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.
“E’ un vero e proprio disegno di riorganizzazione dei servizi sanitari” dichiara Rodano. “Non è però una legge che comporta costi aggiuntivi al sistema: al contrario, con la continuità assistenziale la Regione Lazio sarebbe in grado invece di mettere in campo una strategia credibile di implementazione dell’efficienza. L’allungamento della vita sta determinando un aumento di pazienti cronici o affetti da patologie croniche: in questi casi, specie se il paziente è anziano, il ricovero in ospedale è l’unica opzione percorribile, con percentuali di inappropiatezza della prestazione purtroppo molto alte. Investire sulla ‘presa in carico’ consentirebbe invece sia di migliorare che di umanizzare il percorso di cura, con benefici tanto per gli utenti quanto per il sistema ospedaliero: il quale verrebbe messo in grado di funzionare soprattutto per salvare la vita, mentre ad aiutare il paziente a vivere dev’essere la rete territoriale”.
“Questa revisione virtuosa di servizi e figure già esistenti, come ad esempio il medico di base, consentirebbe di aumentare l’efficacia di moltissime prestazioni sanitarie, soprattutto per pazienti che hanno bisogno di cure integrate e che sono spesso i più soli” aggiunge Rodano. “In tempi di provvedimenti di spending review decretati a colpi d’accetta, con tagli lineari a prestazioni, servizi, intere strutture, questa normativa introdurrebbe opportunità realistiche di risparmio dei costi e di miglioramento del nostro sistema sanitario. Mi auguro quindi di trovare una discussione partecipata e costruttiva da parte di tutte le forze politiche presenti in Commissione e in Consiglio Regionale”.
“Stamane, in sede di Commissione Sanità, ho tenuto la relazione di presentazione della mia proposta di legge regionale sulla continuità assistenziale: lo scopo della normativa è sancire il diritto del paziente alla ‘presa in carico’ da parte del sistema sanitario, rafforzando l’efficacia dei percorsi di assistenza e diminuendo il ricorso ai ricoveri. L’articolato individua il responsabile della presa in carico tra le figure mediche già esistenti nel sistema e mira ad introdurre procedure di assistenza in grado di sostenere il paziente in tutto il suo percorso di cura”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dell’IdV Giulia Rodano, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.
“E’ un vero e proprio disegno di riorganizzazione dei servizi sanitari” dichiara Rodano. “Non è però una legge che comporta costi aggiuntivi al sistema: al contrario, con la continuità assistenziale la Regione Lazio sarebbe in grado invece di mettere in campo una strategia credibile di implementazione dell’efficienza. L’allungamento della vita sta determinando un aumento di pazienti cronici o affetti da patologie croniche: in questi casi, specie se il paziente è anziano, il ricovero in ospedale è l’unica opzione percorribile, con percentuali di inappropiatezza della prestazione purtroppo molto alte. Investire sulla ‘presa in carico’ consentirebbe invece sia di migliorare che di umanizzare il percorso di cura, con benefici tanto per gli utenti quanto per il sistema ospedaliero: il quale verrebbe messo in grado di funzionare soprattutto per salvare la vita, mentre ad aiutare il paziente a vivere dev’essere la rete territoriale”.
“Questa revisione virtuosa di servizi e figure già esistenti, come ad esempio il medico di base, consentirebbe di aumentare l’efficacia di moltissime prestazioni sanitarie, soprattutto per pazienti che hanno bisogno di cure integrate e che sono spesso i più soli” aggiunge Rodano. “In tempi di provvedimenti di spending review decretati a colpi d’accetta, con tagli lineari a prestazioni, servizi, intere strutture, questa normativa introdurrebbe opportunità realistiche di risparmio dei costi e di miglioramento del nostro sistema sanitario. Mi auguro quindi di trovare una discussione partecipata e costruttiva da parte di tutte le forze politiche presenti in Commissione e in Consiglio Regionale”.
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