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Da Tosinvest pressione inaccettabile su pazienti e lavoratori

“Ancora una volta il gruppo Tosinvest, che non è nuovo a queste forme inaccettabili di pressione sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti, torna a minacciare in pieno agosto la chiusura di tutte le sue strutture. Per placare Il gruppo Angelucci non sono bastate le deroghe ai criteri generali volute dalla Polverini e sancite da una legge regionale, né l’accreditamento di una nuova struttura. E così vengono al pettine i nodi della presenza straripante della sanità privata, delle vere e proprie posizioni di monopolio, delle politiche di tagli indiscriminati che hanno penalizzato tutti gli operatori, sia gli efficienti che gli inappropriati. La sanità del Lazio é ormai alla deriva, e gli ulteriori tagli imposti dal governo Monti renderanno la situazione ancora più pesante”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali di Italia dei Valori Vincenzo Maruccio, segretario regionale IdV, e Giulia Rodano, vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “L’obiettivo in questo momento” proseguono i consiglieri dell’IdV “è quello di respingere le minacce e salvaguardare pazienti e lavoratori senza indulgere in nuove deroghe a danno degli altri operatori privati e della sanità pubblica. Nel caso in cui la Tosinvest volesse concretizzare le sue minacce, la Presidente, commissario, assessore alla sanità Renata Polverini ed il Prefetto dispongono degli strumenti per tutelare i pazienti e il servizio pubblico che Tosinvest esercita accreditato dalla Regione Lazio”.

Ospedale Belcolle: caldo insostenibile

“Ci risiamo. Avevamo lanciato da mesi, con comunicati stampa e interrogazioni rimaste senza risposta, l’allarme sull’estate della sanita’ pubblica del Lazio. In questi mesi, infatti, le criticita’ infinite del nostro sistema sanitario si aggravano sensibilmente, per cause concomitanti che vanno dai tagli del piano Polverini alle ferie del personale, dagli squilibri di utenza creati dalle vacanze alla solitudine di anziani e malati cronici che restano in citta’. E le notizie sui disservizi della sanita’ laziale, che si susseguono ormai da settimane, hanno confermato in pieno il fondamento delle nostre denunce”. Lo dice in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori, vicepresidente della commissione Sanita’ della Regione Lazio.
“Gli ospedali della Asl Rm/H- continua Rodano- sono in sofferenza costante e sono costretti a chiudere reparti nevralgici; l’Ares 118 accusa una crisi pressoche’ cronica a causa della mancanza di personale e nei mesi estivi questa criticità si aggrava; oggi e’ il turno dell’ospedale di Belcolle. Stando a quanto pubblicato da un giornale locale, nel reparto di ortopedia del presidio ospedaliero del viterbese in questi giorni si registrano temperature insostenibili, con grave disagio per i malati ricoverati”.
“L’impianto di condizionamento e’ fuori uso e le finestre sono sigillate dall’inverno: il risultato e’ che nel mese di agosto le condizioni di ricovero sono letteralmente disumane. Su questa vicenda ho presentato oggi un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla giunta Polverini di prendere provvedimenti
immediati per rendere piu’ accettabili le condizioni di ricovero all’ospedale di Belcolle- conclude Rodano- Mi auguro che la presidente Polverini abbia il buon gusto di risolvere la situazione in tempi rapidi, perche’ a settembre non avrebbe più molto senso”.

Interrogazione su dotazione organico 118. Servono audizioni in commissione.

“Quale catastrofe si aspetta per intervenire in sostegno dell’Ares 118 e metterla nelle condizioni di assolvere al suo ruolo? La stagione estiva non può essere l’alibi per rinviare tutto a settembre, ma casomai un motivo in più per affrontare la questione, visto che è uno dei periodi in cui la sanità pubblica della nostra regione soffre maggiormente la carenza di personale. Per questo ho presentato oggi in Consiglio un’interrogazione a risposta immediata in cui chiedo alla Giunta Polverini di chiarire quali siano i provvedimenti che s’intende assumere per sopperire alla carenza di organico dell’Ares 118, anche derogando alla normativa vigente in merito a blocco delle assunzioni e del turn over”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valori e vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio. “Alcuni giorni fa”, spiega Rodano “all’indomani di un grave disservizio di un’ambulanza convenzionata, il Direttore di Roma Capitale ARES 118 Livio De Angelis ha dichiarato pubblicamente che l’azienda è sotto organico del 50% e che, a causa di questa cronica carenza di personale, è letteralmente costretta a ricorrere a enti esterni. Sono almeno cinque anni, infatti, che l’Ares non effettua assunzioni e ad oggi non è più in grado di  coprire un servizio con tremila chiamate al giorno e circa 1500 soccorsi quotidiani in giornate ordinarie. In questo particolare periodo non è possibile rimpiazzare il personale in ferie e così delle 120 ambulanze di Roma e provincia, almeno 30 sono appartengono attualmente a strutture convenzionate, senza contare la Croce Rossa”.

“Peraltro” aggiunge Rodano “il personale dell’ARES118 è molto esperto e sottoposto a verifiche costanti, ma non si può dire con sicurezza che anche gli enti esterni siano sullo stesso piano di qualità e competenza”.

Cinecittà. In Consiglio regionale voto unanime a sostegno dei lavoratori e della vocazione produttiva

“Finalmente anche dal Consiglio Regionale del Lazio arriva un voto chiaro e univoco in sostegno dei lavoratori di Cinecittà. Oggi l’aula ha approvato all’unanimità una mozione per la salvezza ed il rilancio del sito di Cinecittà. Con questa mozione i consiglieri regionali del Lazio chiedono che sia salvaguardata la natura produttiva del sito di Cinecittà, che sia sostenuta l’identità produttiva degli studi cinematografici e che nell’area sia definitivamente accantonata ogni ipotesi di speculazione urbanistica e commerciale, nonché soprattutto ogni ipotesi di spezzatino dei rami d’azienda della società, un’operazione dannosa, inefficace e che aprirebbe la strada alla definitiva delocalizzazione della produzione audiovisiva. Occorre aprire una trattativa vera, un tavolo che abbia come tema il rilancio della natura produttiva del sito e non la sua dismissione e la sua trasformazione in rendita finanziaria. La risposta alla crisi degli studi di Via Tuscolana non è infatti nella ricerca della rendita urbanistica o commerciale, ma nel rilancio produttivo offerto tuttora da Cinecittà”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali Giulia Rodano (IdV), Fabio Nobile (FdS), Luigi Nieri (Sel), Enzo Foschi (Pd) e Tonino D’Annibale.

Lazio – beni culturali da 35 a 5 milioni. Un vero successone del centrodestra

“Sui beni culturali, la presidente Polverini e il suo assessore Santini collezionano successi strepitosi. Rispetto al Por approvato dal centrosinistra nel 2010, l’intervento passa dai 35 milioni iniziali a soli 5 milioni; coinvolgerà due eccellenze culturali rispetto alle cinque previste da noi; soltanto quattro Comuni a fronte dei quarantaquattro interessati dal programma precedente; e di fatto, esclude completamente i beni culturali delle provincie di Rieti, di Latina e di Frosinone. Il tutto con due anni e mezzo di ritardo. La strada per arrivare a questo ‘successone’ è stata spianata dal taglio di 30 milioni di euro rispetto alla ripartizione iniziale. Fondi che non sono stati tagliati, ma destinati altrove a testimonianza dell’interesse per i beni culturali della giunta Polverini. Fondi che l’assessore Santini si è fatta sfilare sotto il naso in Giunta. Fondi che non arriveranno mai ai progetti finanziati nel 2010, che erano stati promossi da Soprintendenze archeologiche e Università e che coinvolgevano i beni culturali del Lazio intero, e non, come ora, meno di un quarto del territorio”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori.

Colosseo: il punto controverso è il ruolo dello Stato, non quello di Della Valle

“Le critiche all’operazione di restauro del Colosseo non riguardano Diego Della Valle, che è un imprenditore e fa il suo mestiere. Certamente continuo a ritenere che le contropartite rispetto alla somma investita siano sproporzionate a suo favore. Dal restauro del Colosseo, Della Valle otterrà l’esclusiva del marchio per 15 anni, a dispetto di lavori che ne durano meno di tre; potrà gestire il marketing del biglietto d’ingresso e un centro di accoglienza. Ha investito 25 milioni di euro su un bene di immagine mondiale, che riceve 5 milioni di visite l’anno. E’ ovvio che il logo Tod’s riceverà vasti benefici da questa operazione, ben più remunerativi del capitale investito. Ma il punto realmente controverso è che lo Stato avrebbe dovuto essere abbastanza forte, autonomo, da non accettare una sponsorizzazione esclusiva. E quindi avrebbe potuto cercare e ottenere ben altre risorse a disposizione, più ingenti, provenienti da più fonti, e sicuramente con contropartite meno impegnative di quelle concesse al patron della Tod’s. La Pubblica Amministrazione si è rivelata invece debole e subalterna alle esigenze del privato, che ha chiesto e ottenuto una chiusura rapidissima della gara d’appalto, praticamente scritta sotto dettatura. Inoltre, lo Stato non può certo limitarsi a sponsorizzazioni, ma deve realizzare interventi permanenti e continuativi di manutenzione. Tanto più che oggi, in rapporto alla salvaguardia del Colosseo, si affacciano nuovi allarmi e nuove priorità”. Lo dichiara in una nota la responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori, Giulia Rodano.
“Infine”, aggiunge Rodano “annuncio la presentazione di un’interrogazione urgente per sapere dalla Regione Lazio quali siano i reali rischi di dislivello e di affossamento che sta correndo il monumento, e quali provvedimenti si intenda adottare per evitare che la situazione peggiori”.

“Le critiche all’operazione di restauro del Colosseo non riguardano Diego Della Valle, che è un imprenditore e fa il suo mestiere. Certamente continuo a ritenere che le contropartite rispetto alla somma investita siano sproporzionate a suo favore. Dal restauro del Colosseo, Della Valle otterrà l’esclusiva del marchio per 15 anni, a dispetto di lavori che ne durano meno di tre; potrà gestire il marketing del biglietto d’ingresso e un centro di accoglienza. Ha investito 25 milioni di euro su un bene di immagine mondiale, che riceve 5 milioni di visite l’anno. E’ ovvio che il logo Tod’s riceverà vasti benefici da questa operazione, ben più remunerativi del capitale investito. Ma il punto realmente controverso è che lo Stato avrebbe dovuto essere abbastanza forte, autonomo, da non accettare una sponsorizzazione esclusiva. E quindi avrebbe potuto cercare e ottenere ben altre risorse a disposizione, più ingenti, provenienti da più fonti, e sicuramente con contropartite meno impegnative di quelle concesse al patron della Tod’s. La Pubblica Amministrazione si è rivelata invece debole e subalterna alle esigenze del privato, che ha chiesto e ottenuto una chiusura rapidissima della gara d’appalto, praticamente scritta sotto dettatura. Inoltre, lo Stato non può certo limitarsi a sponsorizzazioni, ma deve realizzare interventi permanenti e continuativi di manutenzione. Tanto più che oggi, in rapporto alla salvaguardia del Colosseo, si affacciano nuovi allarmi e nuove priorità”. Lo dichiara in una nota la responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori, Giulia Rodano.

“Infine”, aggiunge Rodano “annuncio la presentazione di un’interrogazione urgente per sapere dalla Regione Lazio quali siano i reali rischi di dislivello e di affossamento che sta correndo il monumento, e quali provvedimenti si intenda adottare per evitare che la situazione peggiori”.

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