“Le critiche all’operazione di restauro del Colosseo non riguardano Diego Della Valle, che è un imprenditore e fa il suo mestiere. Certamente continuo a ritenere che le contropartite rispetto alla somma investita siano sproporzionate a suo favore. Dal restauro del Colosseo, Della Valle otterrà l’esclusiva del marchio per 15 anni, a dispetto di lavori che ne durano meno di tre; potrà gestire il marketing del biglietto d’ingresso e un centro di accoglienza. Ha investito 25 milioni di euro su un bene di immagine mondiale, che riceve 5 milioni di visite l’anno. E’ ovvio che il logo Tod’s riceverà vasti benefici da questa operazione, ben più remunerativi del capitale investito. Ma il punto realmente controverso è che lo Stato avrebbe dovuto essere abbastanza forte, autonomo, da non accettare una sponsorizzazione esclusiva. E quindi avrebbe potuto cercare e ottenere ben altre risorse a disposizione, più ingenti, provenienti da più fonti, e sicuramente con contropartite meno impegnative di quelle concesse al patron della Tod’s. La Pubblica Amministrazione si è rivelata invece debole e subalterna alle esigenze del privato, che ha chiesto e ottenuto una chiusura rapidissima della gara d’appalto, praticamente scritta sotto dettatura. Inoltre, lo Stato non può certo limitarsi a sponsorizzazioni, ma deve realizzare interventi permanenti e continuativi di manutenzione. Tanto più che oggi, in rapporto alla salvaguardia del Colosseo, si affacciano nuovi allarmi e nuove priorità”. Lo dichiara in una nota la responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori, Giulia Rodano.
“Infine”, aggiunge Rodano “annuncio la presentazione di un’interrogazione urgente per sapere dalla Regione Lazio quali siano i reali rischi di dislivello e di affossamento che sta correndo il monumento, e quali provvedimenti si intenda adottare per evitare che la situazione peggiori”.
“Le critiche all’operazione di restauro del Colosseo non riguardano Diego Della Valle, che è un imprenditore e fa il suo mestiere. Certamente continuo a ritenere che le contropartite rispetto alla somma investita siano sproporzionate a suo favore. Dal restauro del Colosseo, Della Valle otterrà l’esclusiva del marchio per 15 anni, a dispetto di lavori che ne durano meno di tre; potrà gestire il marketing del biglietto d’ingresso e un centro di accoglienza. Ha investito 25 milioni di euro su un bene di immagine mondiale, che riceve 5 milioni di visite l’anno. E’ ovvio che il logo Tod’s riceverà vasti benefici da questa operazione, ben più remunerativi del capitale investito. Ma il punto realmente controverso è che lo Stato avrebbe dovuto essere abbastanza forte, autonomo, da non accettare una sponsorizzazione esclusiva. E quindi avrebbe potuto cercare e ottenere ben altre risorse a disposizione, più ingenti, provenienti da più fonti, e sicuramente con contropartite meno impegnative di quelle concesse al patron della Tod’s. La Pubblica Amministrazione si è rivelata invece debole e subalterna alle esigenze del privato, che ha chiesto e ottenuto una chiusura rapidissima della gara d’appalto, praticamente scritta sotto dettatura. Inoltre, lo Stato non può certo limitarsi a sponsorizzazioni, ma deve realizzare interventi permanenti e continuativi di manutenzione. Tanto più che oggi, in rapporto alla salvaguardia del Colosseo, si affacciano nuovi allarmi e nuove priorità”. Lo dichiara in una nota la responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori, Giulia Rodano.
“Infine”, aggiunge Rodano “annuncio la presentazione di un’interrogazione urgente per sapere dalla Regione Lazio quali siano i reali rischi di dislivello e di affossamento che sta correndo il monumento, e quali provvedimenti si intenda adottare per evitare che la situazione peggiori”.
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