Sul cinema la Regione continua a tagliare fondi e iniziative
“Da un milione e mezzo di euro a poco più di 700mila euro, assegnati a poche iniziative che spesso hanno sponsor importanti: così la Regione Lazio continua a tagliare fondi al cinema, e per di più non assegna quelli rimasti né all’innovazione né ai territori. E’ quanto si evince dalla delibera approvata stamattina, con cui la Giunta ha dato il via libera al piano regionale di iniziative dirette della L.R.35/96: finanzierà poche iniziative, soltanto undici in tutto, e taglia fuori iniziative molto interessanti, in crescita, che si tenevano nelle province ed erano spesso gestite da organizzatori giovani e indipendenti. Ne chiederemo spiegazioni in Commissione Cultura e proporremo in assestamento di bilancio di reintegrare il finanziamento del capitolo: il sostegno alla cultura, per la Giunta Polverini, non ha nessuna importanza ed è stato dimezzato con un taglio lineare e indiscriminato”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale di Italia dei Valor9i, membro della Commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio. “Dal piano della Regione” continua Rodano “restano fuori, del tutto inopportunamente, molte manifestazioni ed attività importanti degli ultimi anni: Educinema ad esempio, un progetto didattico che dieci giorni fa ha consentito a una scuola di Pomezia di aggiudicarsi un premio al festival Giffoni. Resta fuori l’Est film festival di Montefiascone, che negli ultimi anni era cresciuto notevolmente, generando un indotto considerevole sul territorio e portando nella cittadina viterbese cineasti del calibro di Abel Ferrara, Carlo Verdone, Nanni Moretti. Restano fuori, dal piano proposto dall’assessore Santini, anche festival del cinema di innovazione che si tengono a Roma, come il RIFF ad esempio, una rassegna internazionale di cinema indipendente, o Visioni Fuori Raccordo, altra kermesse delle nuove creatività dell’audiovisivo”.
“Nella stessa seduta”, aggiunge Rodano “la Giunta regionale stipula una convenzione con la Casa del Cinema e invece di chiedere una riserva specifica di spazi e agevolazioni per gli operatori delle province del Lazio, che spesso non hanno disponibilità di strutture, ottiene qualche posto a sedere riservato e una manciata di giorni per organizzare convegni o qualche evento. Se questo è il rispetto che le amministrazioni di centrodestra hanno degli operatori culturali più giovani, meno protetti e quindi più esposti alla crisi, gli esponenti del Governo Berlusconi non vengano poi a lamentarsi se i lavoratori dello spettacolo devono occupare i teatri o gli assessorati alla cultura per far sentire la propria voce”.



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