In sanità ancora tagli lineari, Monti in piena continuità col passato
“Nel Lazio, la scure della spending review di Monti si abbatte su un sistema sanitario già indebolito dai tagli del piano di rientro e dalle criticità del periodo estivo. Monti di fatto mostra una netta continuità con la linea del suo predecessore all’Economia. Come con Tremonti, infatti, anche oggi l’ottimizzazione della spesa si traduce semplicemente in tagli lineari di posti letto e di strutture: senza nessun criterio di qualità o di correttezza amministrativa, come dovrebbe suggerire la vicenda dell’Idi, e senza alcuna deroga al blocco delle assunzioni nel pubblico, con gli aumenti dei costi che ben conosciamo in numerosi comparti terapeutici, tra cui ad esempio la dialisi.
E i nuovi tagli alla sanità pubblica annunciati eri dal ministro Balduzzi si sommano alle evidenti difficoltà del sistema nel periodo estivo, che comporterà in tutta la regione nuove chiusure: da ultimo il punto di primo soccorso di Paolmbara Sabina, previsto dal decreto 80 e ora cancellato per mancanza di personale. Ma tanto la Polverini quanto Storace hanno davvero ben poco da lamentarsi: hanno messo in pratica ogni diktat governativo con zelo ed entusiasmo, aggiungendo anche il danno delle quattro macroaree quale alibi per giustificare nuovi tagli ai più deboli ed un ulteriore indebolimento della Regione Lazio nei confronti dei poteri forti della sanità”. Lo dichiarano in una nota il capogruppo di Italia dei Valori Vincenzo Maruccio e la vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Lazio Giulia Rodano.
“Come consiglieri regionali”, dichiarano Maruccio e Rodano “vogliamo lanciare nuovamente la sfida dell’uscita definitiva dai piani di rientro e dai commissariamenti della sanità pubblica, inutili per le finanze e drammatici per i cittadini, ed affrontare la responsabilità di una vera spending review. Le sedi per far recuperare centralità agli eletti in Regione ci sono: c’è il Consiglio Regionale e c’è la commissione Sanità”.
“Ha ragione il procuratore generale della Corte dei Conti quando afferma che le politiche di rigore sono state pagate in Italia dai poveri e dagli onesti”, concludono infine i consiglieri regionali di Italia dei Valori.



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