Casa dei teatri: ennesimo pretesto per spartizione poltrone e uso partitocratico delle risorse pubbliche
“Apprendo che anche il Pd si è accorto di ciò che era evidente sin dalle prime dichiarazioni dell’assessore Gasperini. Ovvero che la Casa dei Teatri è l’ennesimo pretesto per spartirsi le poltrone e utilizzare le risorse pubbliche della cultura a scopo partitocratico. Come già per la festa del cinema e per le nomine Rai, l’Italia dei Valori si è battuta da mesi per promuovere l’emissione di bandi trasparenti, fondati su curricula e sulle presentazioni dei progetti, per evitare alla Casa dei teatri l’ennesimo ‘super-direttore’ e per affidarne la gestione e il coordinamento direttamente ai dipartimenti dell’assessorato”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori. “I teatri di cintura sono stati e devono continuare ad essere una grande occasione per dare a Roma e ai suoi tanti, importanti, innovativi operatori cultuali, delle opportunità concrete per produrre, per costruire nuovo pubblico, per diventare punti di riferimento effettivi nei territori della periferia urbana” dichiara Rodano. “Ma per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe fare tutt’altro, ovvero emettere bandi pubblici che indichino obiettivi di costruzione del nuovo pubblico e di rapporto col territorio, di costruzione dell’integrazione culturale fra centro e periferia, di nuova ospitalità e nuova produzione, come realizzato con le officine culturali del Lazio”.
“Altro che Zetema e superdirettori”, conclude Rodano “qui occorrerebbe costruire le condizioni affinché venga dato spazio ai giovani artisti, non posti per gli amici di Alemanno. Col quale, ora ne ha l’ennesima conferma anche il Pd, non si possono fare accordi”.



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