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Teatro: “Riforma del Teatro non deve essere liquidazione dell’attuale gestione”

“Sarei veramente sorpresa se, secondo quanto si apprende dalle agenzie, il nodo della revisione della forma giuridica del Teatro di Roma venisse utilizzato da qualcuno per liquidare l’attuale organigramma gestionale, che ha prodotto e sta tuttora producendo ottimi risultati, sia in termini di servizio culturale reso alla città di Roma che di riscontri di pubblico”. E’ quanto dichiara, in una nota, l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “La riforma del teatro di Roma non è pensata per rinnovare le cariche”, dichiara Rodano “ma per rafforzare un’istituzione che sta già lavorando benissimo”.

Opera: “C’è da chiedersi se e quando si parlerà di lirica e di pubblico”

“Si parla di un esperto di marketing per la nomina a sovrintendente del teatro dell’Opera di Roma, e alla consulenza dell’area artistica è già stato nominato un musicista senza precedenti esperienze di direzione, fortemente legato all’area politica dei rappresentanti del Governo e del Comune di Roma. C’è da chiedersi se e quando la musica lirica e le imprescindibili aspettative del pubblico del Teatro dell’Opera torneranno ad essere al centro del dibattito sul futuro di questa importante istituzione culturale della Capitale”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano.

Opera: “nomina Colabianchi conferma che commissariamento è atto politico”

“Sin dai primi annunci, abbiamo definito il commissariamento dell’teatro dell’Opera un atto politico e la scelta di Nicola Colabianchi conferma pienamente questo indirizzo”. E’ quanto dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, riguardo la nomina di Nicola Colabianchi a consulente per la direzione artistica del teatro dell’Opera.
“Di lui sappiamo che è insegnante di Conservatorio” dichiara Rodano “e che ha al suo attivo consulenze ed attività legate ad ambienti politici di Alleanza Nazionale. Ma non ci risulta alcuna precedente direzione artistica di un grande teatro”, continua l’assessore “né altre rilevanti esperienze artistiche nazionali o internazionali che possano garantire all’Opera di Roma la qualità e il prestigio che invece le spettano e che Nicola Sani aveva finora assicurato”.
“Una scelta pienamente coerente con le premesse”, conclude l’assessore Rodano.

Opera: “Commissariamento unilaterale e non condiviso, Alemanno non deve stupirsi”

“Sono ormai venti giorni che il Comune di Roma, in accordo col Mibac, ha sottoposto la Fondazione del teatro dell’Opera ad un commissariamento solitario, unilaterale, non condiviso. Il decreto governativo prevede che il commissariamento duri tre mesi e ciò significa che a quasi un terzo dall’inizio della gestione straordinaria c’è la più totale incertezza sulla programmazione, sulla direzione, sul finanziamento del teatro. Il Sindaco Alemanno non deve dunque stupirsi affatto se istituzioni finanziatrici della Fondazione che non hanno mai condiviso la scelta del commissariamento, né sono state mai coinvolte nella sua gestione successiva, riflettano ora seriamente sull’ipotesi di destinare i propri finanziamenti ad altre iniziative culturali”. E’ quanto dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano, in riferimento alle dichiarazioni odierne del sindaco Gianni Alemanno sul teatro dell’Opera.
“Di quale ‘aria ricattatoria’ parla dunque Alemanno?” chiede Rodano. “La questione in gioco è ben altra: l’utilizzo delle risorse pubbliche”.

Opera: “Commissariamento è gestione proprietaria delle istituzioni pubbliche”

“Oggi il sottosegretario Giro attribuisce al commissariamento del teatro dell’Opera di Roma l’obiettivo di ‘creare discontinuità rispetto al passato’: col passare dei giorni, la gestione commissariale del teatro dell’Opera assume dunque sempre di più i contorni di atto puramente politico e ispirato ad una logica di gestione proprietaria delle istituzioni culturali pubbliche; a tal punto che viene annunciata la nomina di un nuovo sovrintendente dell’ente lirico romano senza che ci sia stato ancora alcun atto che preluda a quel risanamento economico-finanziario che il Comune di Roma e il MiBAC avevano pretestuosamente esibito quale obiettivo principale del commissariamento”. E’ quanto dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della regione Lazio, in relazione alle dichiarazioni odierne del Sottosegretario del ministero dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Giro.
“Più si va avanti”, aggiunge l’assessore “più l’atteggiamento del centrodestra nella gestione dei beni e delle attività culturali si conferma autoritario e irrispettoso di normative e Statuti”.

Opera: “Collaborazione della Regione Lazio solo quando decisioni e amministrazione saranno collegiali”

“Vedo che il Sindaco Alemanno ora vorrebbe istituire un tavolo istituzionale sul Teatro dell’Opera con la Provincia di Roma e la Regione Lazio. Ma il tavolo esisteva ed era il Consiglio di Amministrazione della fondazione”. E’ quanto dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
“Eppure” continua l’assessore “dalle stesse dichiarazioni del Sindaco risulta sempre più chiaro che l’atteggiamento pregiudiziale sul commissariamento è stato proprio quello del Comune di Roma. E’ evidente” dichiara Rodano “che la normale collaborazione interistituzionale potrà essere ripristinata solo quando l’Opera non sarà più oggetto di gestione proprietaria da parte del Comune di Roma e le decisioni e l’amministrazione torneranno ad essere collegiali e non monocratiche”.

Opera: “Evidente che commissariamento è stato atto politico senza alcuna attinenza con deficit di bilancio

“E’ un fatto positivo che il protocollo d’intesa siglato oggi preveda il mantenimento dei livelli occupazionali del teatro dell’Opera e la conferma della programmazione artistica. Le maestranze dello spettacolo costituiscono un settore messo a dura prova dalla crisi economica. Certo, non posso non notare che se il sindaco Alemanno manterrà gli impegni presi oggi, ovvero il reperimento dei fondi per la chiusura del pareggio dei bilanci 2008 e 2009, la conferma della programmazione artistica, addirittura la copertura delle posizioni vacanti e il mantenimento del corpo di ballo, sarà reso del tutto evidente che il commissariamento del teatro dell’Opera non aveva alcuna attinenza col deficit di bilancio, che a quanto sembra potrà essere colmato nel giro di poco tempo, né con i livelli di spesa causati fondazione o dalla programmazione artistica, che verranno confermati e anzi accresciuti: tutti elementi che erano stati posti a base di un decreto di commissariamento emesso solo la scorsa settimana”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “Il commissariamento è stato dunque atto meramente politico, rispondente ad una logica di gestione proprietaria delle istituzioni culturali”, conclude l’assessore regionale alla Cultura.

Opera: a che serve commissariare per tre mesi?

“A che serve commissariare il teatro dell’Opera per tre mesi? A parte tutte le giuste e legittime perplessità già espresse dal presidente Marrazzo, è lecito domandarselo. Questo commissariamento del teatro dell’Opera conferma solo l’uso proprietario dei beni culturali instaurato dal centrodestra”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “A quanto si apprende dalla stampa”, continua Rodano “le motivazioni non sarebbero quelle previste dalle normative, ovvero due chiusure negative di bilancio per due anni consecutivi, e allo stesso tempo il MiBAC dichiarerebbe decaduti non solo gli organi statutari, ma anche il direttore artistico Nicola Sani, ovvero colui che ha portato Riccardo Muti a dirigere a Roma l’Otello e l’Ifigenia in Aulide e ha intrapreso il rilancio del teatro dell’Opera”.

“Il problema, e il ministro Bondi lo dovrebbe sapere”, aggiunge l’assessore regionale alla Cultura “non è chi comanda al Teatro dell’Opera, ma come si risolvano i problemi del teatro dell’Opera: per questo, la decisione del governo è a dir poco imbarazzante”.

“Perché il ministro Bondi non ci spiega per quale ragione non sarebbe stato possibile arrivare a un piano straordinario di interventi con gli organi statutari ordinari, che peraltro contemplano tutte le istituzioni a cui lui fa riferimento?” domanda Rodano. “Perché con una gestione commissariale sarebbe più facile reperire le risorse? Da mesi gli organi statutari della fondazione hanno effettuato uno sforzo di razionalizzazione e riduzione delle spese” conclude Rodano “e contemporaneamente, grazie alla nuova direzione, è stato posto in atto uno sforzo di rilancio artistico. Da parte di Comune di Roma e Governo non è corrisposto altrettanto impegno nella riduzione delle passività del teatro dell’Opera, peraltro fortemente aggravate dai tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo dal vivo”.

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