RU486: lettera aperta al Presidente Marrazzo di Rodano e Tibaldi
“La Ru486 rappresenta per le donne un’opportunità di poter scegliere un metodo meno invasivo e mortificante per attuare un’interruzione di gravidanza, e alle donne che scelgono questo metodo abortivo deve essere evitata l’imposizione del ricovero coatto: la Regione Lazio ne tenga conto nelle sue linee guida per l’utilizzo del farmaco”. Lo chiedono, in una lettera aperta al presidente Marrazzo, Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi, consigliere regionali di Sinistra e Libertà e assessori regionali. Nella lettera, sottoscritta anche da altre consigliere regionali, si ricorda al presidente Marrazzo che “proprio ieri il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha invitato il Governo a non fare alcun ‘intervento improprio’ sulla somministrazione della pillola abortiva Ru486 che, come il resto dell’organizzazione sanitaria, è competenza delle Regioni”, e che “se la donna decide di non accettare l’ospedalizzazione nel corso del trattamento con la Ru486, non le può certo essere imposto di essere ricoverata, così come vorrebbe il sottosegretario Roccella, che nei giorni scorsi ha addirittura prospettato la possibilità di imporre 3 giorni di ricovero coatto”.
“Ogni trattamento medico viene infatti somministrato sulla base del consenso informato, sta dunque al medico informare dei rischi e delle possibilità” sottolineano infatti Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi. “Imporre il triplo del tempo attualmente impiegato per un’interruzione di gravidanza chirurgica, opzione in cui le donne vengono spesso dimesse in giornata, comporterebbe non soltanto gravi conseguenze di ordine socio – psicologico a danno delle pazienti, ma anche un ingiustificato aggravio di costi ai danni del sistema sanitario regionale”.



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