“Quanto sta accadendo intorno alla questione della festa della champions leaugue al Colosseo denuncia inequivocabilmente lo stato confusionale del centrodestra in materia di valorizzazione e tutela dei beni culturali. E al di là degli aspetti tecnico-politici, il colosseo è anche un luogo sacro e simbolico, è lì che sono avvenuti i primi martìri dei cristiani. Questa situazione di incertezza e annunci discordanti è davvero poco dignitosa per la città di Roma”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, spettacolo e sport della Regione Lazio, Giulia Rodano.
“Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma hanno approvato oggi il piano di fattibilità sui teatri di cintura nell’assemblea dei soci del Teatro di Roma: si tratta di un grande risultato, che preserva la continuità e la natura stessa di queste importanti esperienze della cintura metropolitana della Capitale”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “Anche grazie allo sforzo finanziario di Regione e Provincia, la gestione dei teatri di Tor Bella Monaca, Ostia Lido e Quarticciolo verrà dunque affidata per tre anni al Teatro di Roma” dichiara Rodano “e ciò scongiura tanto la chiusura di questi spazi quanto una loro privatizzazione: siamo molto soddisfatti, poiché con questa modalità gestionale i teatri di cintura potranno continuare ad esercitare la funzione che le è propria, ovvero luoghi di coesione civile e culturale per aree urbane abitate da centinaia di migliaia di cittadini, che attraverso le associazioni territoriali potranno contribuire anche agli stessi indirizzi dei cartelloni artistici”.
“E’ uno sgombero che non serve al
quartiere e alla città, e’ solo un dramma”. Così l’assessore
regionale alla Cultura Giulia Rodano a margine di un incontro
con gli artisti della scena contemporanea indipendente al cinema
Farnese, commentando la chiusura del Rialto. “Penso che il
Comune dovrebbe adoperarsi per risolvere i problemi e non per
aggravarli, – ha continuato – perché se il Rialto è stato chiuso
per un problema di licenze, allora possiamo anche chiudere
l’intera città e soprattutto il centro storico”. Rodano ha poi
ricordato che lo scorso anno la Regione, insieme all’allora
prefetto di Roma Carlo Mosca, “si era adoperata per evitare una
situazione analoga al Rialto”. “E’ assurda l’idea che si possa
trasformare anche la produzione e la scena indipendente in una
questione di ordine pubblico” ha concluso.
OMNIROMA
Il giorno 30 gennaio il Ministro ai Beni e Attività Culturali Sandro Bondi, d’intesa con il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha comunicato l’intenzione di proporre al Presidente del Consiglio dei Ministri una specifica ordinanza che preveda poteri straordinari, anche di protezione civile, per risolvere le problematiche dell’area archeologica di Roma e di Ostia Antica, attraverso la nomina del Sottosegretario di Stato Guido Bertolaso quale Commissario straordinario e dell’Assessore del Comune di Roma alle Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio Marco Corsini quale soggetto attuatore
Ho dichiarato alla stampa in questi giorni il mio dissenso per un atto unilaterale ed ingiustificato che delegittima le Soprintendenze ministeriali competenti. Lo Stato commissaria sé stesso in virtù di una contingenza straordinaria di fatto inesistente ed ingiustificata. Inoltre, secondo quanto disposto dal Titolo V della Costituzione e dal Codice Urbani, la Regione (di cui nessun rappresentante è stato invitato a partecipare al tavolo di discussione) deve esprimere un parere vincolante per l’approvazione di un’ordinanza che preveda la disposizione di poteri straordinari, anche di protezione civile.
L’ipotesi del provvedimento sta scatenando in questi giorni molte polemiche anche fra gli addetti ai lavori. E’ di oggi la raccolta di firme sul sito Patrimonio SOS, di ieri la protesta degli archeologi, di ieri l’altro la netta presa di posizione contraria di Italia Nostra a questo provvedimento che di fatto viene letto come un possibile strumento di deroga alle normative vigenti in ambito di lavori pubblici, fornendo al ruolo di commissario la possibilità di agire come stazione appaltante con corsie privilegiate rispetto alle normative vigenti.
La sensazione insomma è che con questo provvedimento si vogliano scavalcare le competenze tecnico-scientifiche delle Soprintendenze che da anni denunciano il degrado in cui versano le aree archeologiche di Rome ed Ostia e dissimulare un taglio di 800 milioni di euro ai finanziamenti per i beni culturali con un provvedimento sensazionalistico ed inutile, se non addirittura dannoso.
Non solo.
Questa modalità commissariale, etero gestionale, sovra amministrativa, sottende un approccio antidemocratico di questo governo alla soluzione dei problemi del paese. Scavalcando competenze e procedure, dettami e prescrizioni si incede senza ostacoli verso la snellezza delle istituzioni a democrazia limitata, fuori dalla concertazione, dal confronto, dalla certezza delle regole.
I beni culturali nel nostro paese hanno bisogno di investimenti concreti per la loro tutela e valorizzazione, non di ispettori “extra legem”.
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