“Sarei veramente sorpresa se, secondo quanto si apprende dalle agenzie, il nodo della revisione della forma giuridica del Teatro di Roma venisse utilizzato da qualcuno per liquidare l’attuale organigramma gestionale, che ha prodotto e sta tuttora producendo ottimi risultati, sia in termini di servizio culturale reso alla città di Roma che di riscontri di pubblico”. E’ quanto dichiara, in una nota, l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “La riforma del teatro di Roma non è pensata per rinnovare le cariche”, dichiara Rodano “ma per rafforzare un’istituzione che sta già lavorando benissimo”.
“Si parla di un esperto di marketing per la nomina a sovrintendente del teatro dell’Opera di Roma, e alla consulenza dell’area artistica è già stato nominato un musicista senza precedenti esperienze di direzione, fortemente legato all’area politica dei rappresentanti del Governo e del Comune di Roma. C’è da chiedersi se e quando la musica lirica e le imprescindibili aspettative del pubblico del Teatro dell’Opera torneranno ad essere al centro del dibattito sul futuro di questa importante istituzione culturale della Capitale”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano.
“Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma hanno approvato oggi il piano di fattibilità sui teatri di cintura nell’assemblea dei soci del Teatro di Roma: si tratta di un grande risultato, che preserva la continuità e la natura stessa di queste importanti esperienze della cintura metropolitana della Capitale”. Lo dichiara in una nota l’assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. “Anche grazie allo sforzo finanziario di Regione e Provincia, la gestione dei teatri di Tor Bella Monaca, Ostia Lido e Quarticciolo verrà dunque affidata per tre anni al Teatro di Roma” dichiara Rodano “e ciò scongiura tanto la chiusura di questi spazi quanto una loro privatizzazione: siamo molto soddisfatti, poiché con questa modalità gestionale i teatri di cintura potranno continuare ad esercitare la funzione che le è propria, ovvero luoghi di coesione civile e culturale per aree urbane abitate da centinaia di migliaia di cittadini, che attraverso le associazioni territoriali potranno contribuire anche agli stessi indirizzi dei cartelloni artistici”.
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